Allora & Calzadilla, Blackout, Porto Rico e il MAXXI

 

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Siete mai stati a Porto Rico?

In vacanza, dico. O anche per un viaggio di lavoro, per curiosità, per capire dove si trova, che cosa succede, che clima c’è.

L’occasione per visitare alcuni aspetti di Porto Rico è offerta da Blackout, mostra in corso al Museo MAXXI di Roma del duo artistico Allora & Calzadilla. La mostra, a cura di Hou Hanru e Anne Palopoli, sarà visitabile fino al 30 maggio al quinto piano del famoso museo romano progettato da Zaha Hadid.

Jennifer Allora Guillermo Calzadilla sono un duo artistico tra i più interessanti nel panorama internazionale. Vivono a Porto Rico, ragione per cui spesso questa terra è al centro, o anche solo occasione, della loro riflessione artistica.

Allora & Calzadilla, Solar Catastrophe, 2016, Copyright Allora & Calzadilla – Courtesy Gladstone Gallery, New York and Brussels

Porto Rico è una piccola isola caraibica che da molti, troppi anni, è abbastanza controversa. Ex colonia inglese, dal 2012 ha avviato le procedure per divenire il cinquantunesimo degli Stati Uniti d’America in seguito a un referendum: i residenti di Porto Rico sono americani, con passaporto americano dal 1917, ma non possono eleggere senatori né votare il Presidente degli Stati Uniti.

Ma non è tutto.

Dal 1948 Porto Rico è stata la protagonista dell’operazione Bootstrap, un piano economico che voleva implementare l’economia dell’isola favorendo lo sviluppo manifatturiero: il passaggio dal settore primario al secondario è stato però agevolato da una politica di facilitazione fiscale per quelle imprese americane che investivano in quel luogo, senza dover versare imposte. L’invasione, come prevedibile, fu notevole, con un importante e veloce sviluppo soprattutto dei settori farmaceutico e petrolchimico. In un secondo momento, queste aziende sono state massivamente traslocate in altri stati limitrofi che non avevano ancora introdotto una tassazione sui salari.

Allora & Calzadilla, Returning a Sound, 2004, Single channel video with sound, Courtesy the artist and Galerie Chantal Crousel, Paris; Gladstone Gallery, New York and Brussels; kurimanzutto, Mexico City, Lisson Gallery

Insomma, di male in peggio, perché questa velocità anomala portò ulteriori conseguenze ambientali, aggravate da un ingente numero di relitti industriali, per via dei trasferimenti, e con un pesante impatto sul microclima di questo straordinario luogo caraibico.

Ma, ancora una volta, non è tutto.

A infierire, a settembre dello scorso anno, l’uragano Maria ha dato il colpo di grazia a una situazione già estremamente complessa. A distanza di mesi, all’inizio di marzo il New York Times è uscito con un approfondimento che denuncia una condizione insostenibile e senza alcun miglioramento per Porto Rico: gran parte dell’isola è addirittura senza elettricità, il sistema assicurativo non sta rifondendo i danni con puntualità ai danneggiati, le strutture ricettive e commerciali sono così in perdita da aver chiuso da mesi i battenti, al di là di un paio di hotel di lusso che possono garantire dei comfort ai funzionari politici americani che, per cause di forza maggiore, devono saltuariamente recarsi lì.

Questa è solo una rapida fotografia della situazione sociopolitica.

Poi ci sono gli artisti. Loro trovano sempre un linguaggio giusto per parlare di un luogo e delle sue criticità. Loro hanno il colore, l’atto creativo, l’idea. Loro hanno un codice poetico in grado di trasformare un messaggio, anche pesantissimo, in qualcosa di profondamente comprensibile e immediato, anche per il fruitore più scettico.

Allora & Calzadilla non usano un solo media per esplorare le possibilità della loro arte, ma si affidano a varie tecniche: il collage, la scultura, l’installazione, la performance e spesso, molto spesso, il video.

Petrified Petrol Pump(2012) è un’opera in cemento che raffigura una pompa di benzina, un chiaro e forte richiamo alla permanenza di questo business all’interno dell’isola e delle sue ripercussioni, cementate per sempre all’interno del rigoglio di questa terra anche se in realtà questo lavoro, una sorta di archeologia del futuro, si riferisce al tema dell’energia e del rispetto ambientale.

Allora & Calzadilla, Petrified Petrol Pump, 2012, Copyright Allora & Calzadilla, Courtesy Gladstone Gallery, New York and Brussels

Solar Catastrophe (2016) è un’opera che vede raccolti e assemblati frammenti di pannelli solari di diverse forme: un omaggio al modernismo e alla storia dell’arte, ma anche un inno a un sistema energetico -utilizzato anche per sostenere energeticamente la mostra al MAXXI grazie all’istallazione di alcuni pannelli sul tetto del museo – che suggerisce un cambio di atteggiamento urgente: se noi volessimo potremmo cercare, anche con gesti piccoli, di sistemare le cose.

Una selezione di video circonda idealmente una grande scultura centrale Blackout che dà il titolo alla mostra. Si tratta di una scultura composta dai frammenti di un trasformatore elettrico esploso a Porto Rico nel 2016 causando una interruzione del flusso energetico. I frammenti sono stati recuperati in seguito a quel momento.  La scultura viene completata da un atto performativo, eseguito secondo un calendario prestabilito: il gruppo vocale romano Voxnova Italia esegue una partitura sonora realizzata dal musicista David Lang, che nasce da una citazione di Benjamin Franklin sull’energia elettrica.

Le collaborazioni di Allora e Calzadilla con il compositore e il gruppo vocale non sono una novità, come non lo sono le loro performance che abbiamo avuto modo di vedere in Italia in occasione della Biennale e della mostra milanese della Fondazione Trussardi.

I video esposti in questa parte della mostra sono quattro, tutti molto efficaci sia per la qualità tecnica, sia perché sono tutti in grado di offrire riflessioni ironiche e forse, a tratti, anche irriverenti sulla situazione di Porto Rico, estendibile alla condizione umana globale.

Allora & Calzadilla
Solar Catastrophe, 2016, Courtesy the artist and kurimanzutto, Mexico City Photo by Diego Pérez

Si passa quindi da un giro per via terra su una motoretta che ha una piccola tromba attaccata alla marmitta (Retourning A Sound, 2004), a un’esplorazione dall’alba al tramonto dell’isola portoricana di Vieques, circumnavigata con una speciale barca da realizzata con un tavolo di legno ribaltato a cui viene attaccato un motore (Under Discussion, 2005), fino a The Bell, The Digger And The Tropical Pharmacy (2013) in cui la complessità aumenta: le riprese sono all’interno di un’azienda farmaceutica dimessa, dove un trattore con una campana allacciata al braccio meccanico, a ogni colpo dato per distruggere la struttura, emette il tipico rintocco.

Infine, Allora e Calzadilla ci conducono a un grande schermo in una stanza buia che riproduce The Night We Become People Again (2017) e racconta di una riserva naturale, luogo privilegiato dove il famoso duo ha realizzato un’opera commissionata dal centro americano DIA. In questo video le narrazioni di un mito indigeno e di una riserva petrolchimica si intrecciano con le immagini di una piantagione di canna da zucchero e il racconto dello scrittore marxista autoctono José Luis González intitolato La noche que volvimos a ser gente: il tutto è accompagnato da una voce ipnotica fuori campo, una partitura sonora affidata a un linguaggio indecifrabile e senza tempo che ci culla come se fossimo dei bambini spaventati.

Allora & Calzadilla, Contract (SWMU 4-2), 2015, Courtesy the artists and kurimanzutto, Mexico City Photo by Omar Luis Olguín

I tempi degli ultimi due video sono molto più dilatati e l’aspetto sonoro si fonde con la parte di racconto lasciata all’immagine diventando un tutt’uno e realizzando un’importante testimonianza densa di poesia.

Se volete ancora qualche motivo per vedere questa mostra, ve lo do subito: Allora & Calzadilla hanno un successo planetario, ma nonostante questo stanno mantenendo una purezza espositiva che è raro conservare nel tempo e che contribuisce alla straordinarietà del loro talento,; e ancora, la mostra è una buona occasione anche se non siete addetti al settore: il MAXXI offre sempre delle ottime alternative e poi Roma in primavera è strepitosa (tip valido per gli outsider come me).

Allora & Calzadilla, Sweat Glands, Sweat Lands, 2006, Courtesy the artist and Galerie Chantal Crousel, Paris; Gladstone Gallery, New York and Brussels; kurimanzutto, Mexico City, Lisson Gallery

ENGLISH VERSION

Have you ever been to Puerto Rico?

On holiday, I mean, or for work, or just out of curiosity, to see where it is, what goes on theree there, what the weather’s like.

One way to get a feel for the island is to visit the exhibition Blackout, on at the Maxxi Museum in Rome by the artistic duo Allora and Calzadilla. The exhibition, curated by Hou Hanru and Anne Palopoli, will be on till 30th May, on the fifth floor of the famous Roman museum designed by Zaha Hadid.

Jennifer Allora and Guillermo Calzadillaare one of the most interesting collectives on the international panorama. They both live and work in Puerto Rico, and the island is the focus, or starting point for much of their work.

Puerto Rico is a small island in the Caribbean which has seen its fair share of controversy over the years, for too many years. A former British colony, following a referendum in 2012 it began the process of becoming the 51st state of America. Puerto Ricans are American citizens, with the right to hold American passports since 1917, but they cannot elect senators or vote for the President.

But that’s not all there is to it.

Allora & Calzadilla, The Night We Became People Again 2017, Courtesy the artist and Lisson Gallery Photo: Dave Morgan

1948 saw the launch of Operation Bootstrap, an economic plan that aimed to boost the island’s economy by promoting industry. The transition from agriculture to industry was aided by a programme of tax cuts for American companies investing there, and as expected, there was a considerable corporate invasion, and the pharmaceutical and petrochemical sectors grew rapidly. Subsequently, however, these companies relocated en masse to neighbouring countries which did not tax wages.

For Puerto Rico it was a case of bad to worse, because these rapid developments not only had serious environmental consequences for the island, but also left a considerable number of abandoned industrial buildings littering the landscape.

And again, that was not all.

All of this extremely complex situation was further exacerbated by the arrival of Hurricane Maria last September. Some months later, in early March, The New York Times published an in-depth report on the unsustainable conditions in Puerto Rico, which as yet show no signs of improving: most of the island is still without electricity, insurance companies are not paying out for the damages, and hospitality facilities and shops went out of business months ago, leaving only a couple of luxury hotels to host the American officials who have to visit the island now and then.

This is just a rapid snapshot of the socio-political situation.

Allora & Calzadilla, Blackout, 2017, Electrical transformer core coil, ceramic insulators, steel, iron, oscillator, speaker, vocal performance mains hum (2017) composition written by David Lang, Courtesy the artist and Lisson Gallery, Photo: Dave Morgan

Then there are the artists; artists who always find the right way to talk about places and explore their critical issues, using colour, creativity and ideas. And the ability to transform a serious message into something direct and comprehensible, even for the most sceptical of viewers.

Allora and Calzadilla use a variety of media in their art: collage, sculpture, installations, performance and a lot of video.

Petrified Petrol Pump (2012) is a cement-encrusted petrol pump, a clear reference to the continued presence and consequences of this industry on the island, now inextricably embedded into its lush landscape.This piece, which resembles a sort of archaeology of the future, also comments on the issue of energy and respect for the environment in general.

Solar Catastrophe (2016) is a collage of different-shaped fragments of solar cells: a tribute to art history, and to this form of energy (the roof of the Maxxi building also hosts panels which supply energy to the show). The piece is a warning that we need to make a change, and fast; that if we want to, we can try to put things right, starting with little things like this.

The video section surrounds the large central sculpture which gives the show its title: Blackout is made of pieces of an enormous electrical transformer which exploded in 2016 in Puerto Rico, cutting off the electricity supply. The various components of the sculpture were all gathered after the explosion, and the piece is completed by a schedule of performances by the Roman vocal group Voxnova Italia singing the score composed by the musician David Lang based on a quote by Benjamin Franklinabout electricity. This is not the first time Allora and Calzadilla have worked with these artists, or the first time they have featured performances by them, already presented in Italy at the Biennale and the show in Milan’s Fondazione Trussardi.

Allora & Calzadilla
Solar Catastrophe, 2016, Courtesy the artists and Galerie Chantal Crousel, Paris – Photo: Sebastiano Pellion

There are four videos in this part of the exhibition, all very high quality in technical terms, which offer an ironic, even irreverent point of view on the situation in Puerto Rico that can be extended to humanity in general.

We go from a tour on a scooter with a horn attached to its exhaust (Retourning A Sound, 2004), to an exploration of the island from the sea from dawn to dusk, in a make-shift boat which is basically an upside-down table with an outboard motor (Under Discussion, 2005), to the more complex piece The Bell, The Digger And The Tropical Pharmacy (2013), shot inside an abandoned drug company, where an excavator engaged in demolition work has a bell on its mechanical arm which rings every time it destroys something.

Lastly, Allora and Calzadilla lead us to a large screen in a dark room which shows The Night We Become People Again (2017) and introduces us to a nature reserve where the duo created a work commissioned by the DIA Art Foundation. In this video, narrations of an indigenous legend and a petrochemical reserve intertwine with images of a sugar plantation, and the eponymous short story by the Marxist Puerto Rican writer José Luis González, La noche que volvimosa ser gente: all accompanied by a hypnotic off-camera voice speaking in a timeless, incomprehensible language that soothes us like a mother comforting a frightened child.

Allora & Calzadilla, The Night We Became People Again, 2017, Courtesy the artist and Lisson Gallery Credito fotografico/ Photo: Dave Morgan

The last two videos are much slower in pace, and the sound element merges with the visual part of the narrative, coming together in a densely poetic ensemble.

If you are still looking for a reason to visit this exhibition, here are a few: Allora and Calzadilla enjoy international acclaim but their exhibitions retain a purity which is rare to maintain over time and complements their extraordinary talent; the show is sure to captivate even those who are not art buffs; the Maxxi always offers great alternatives, and Rome is magnificent in the spring (a valid tip for outsiders like me).

Allora & Calzadilla, Blackout, 2017, Electrical transformer core coil, composition written by David Lang, Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection
Courtesy Lisson Gallery, Photo: Dave Morgan

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