Wien by Olafur Eliasson

Il primo impatto è, come spesso accade con Olafur Eliasson, con la luce.

Non una luce qualsiasi, ma uno dei suoi sorprendenti interventi in luoghi altrettanto impressionanti per via della loro bellezza e che, in effetti, solo un fuoriclasse dell’arte può occupare senza sentirne la pressione. O così sembrerebbe.

Olafur Eliasson, Fivefold tunnel, 2000 Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection, Vienna, Ph Anders Sune Berg, Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Olafur Eliasson, Fivefold tunnel, 2000
Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection, Vienna, Ph Anders Sune Berg, Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Questa volta siamo a Vienna, presso la Residenza d’Inverno originariamente nota per essere sede centrale di Eugenio di Savoia e ottimizzata successivamente sia da Maria Teresa d’Austria che dallo stato austriaco per via sia della posizione prossima alla cattedrale che della eleganza architettonica. Dal 2013 è tornata a essere sede espositiva per le arti visive, appartenente al complesso magico e imponente del Belvedere e destinata in gran parte al contemporaneo.

Olafur Eliasson Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Olafur Eliasson
Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Olafur Eliasson si inserisce in questo contesto grazie alla mediazione di Francesca von Habsburg, fondatrice del Thyessen-Bornemisza Art Contemporary (TBA21) di Vienna, realtà nota a livello internazionale per le scelte innovative di promozione dell’arte e per la perpetuazione di una tradizione familiare consolidata da diverse generazioni.

Baroque Baroque nasce per esporre parte delle opere di Eliasson conservate nella collezione del TBA21 e in quella della coppia argentina Juan e Patricia Vergez, di stanza a Buenos Aires.

Olafur Eliasson, Die organische und kristalline Beschreibung, 1996 Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection, Vienna, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Olafur Eliasson, Die organische und kristalline Beschreibung, 1996
Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection, Vienna, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Il primo impatto è con l’opera The organic and crystalline description, creata da un proiettore che, incontrando un filtro ondulato, sottopone due luci, gialla e azzurra, a questo effetto, restituendo al visitatore la sensazione di trovarsi in fondo al mare: da qui si parte per navigare nelle acque della produzione di altissima qualità di questo artista unico al mondo per la capacità di mettere a contatto chiunque con dimensioni che legano l’uomo, universalmente inteso, al rapporto con lo spazio, l’immagine, la percezione, le ombre, le luci, il riflesso, la molteplicità.

Olafur Eliasson, Yellow corridor, 1997, The Juan & Patricia Vergez Collection, Buenos Aires, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, 2015

Olafur Eliasson, Yellow corridor, 1997, The Juan & Patricia Vergez Collection, Buenos Aires, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, 2015

La scalinata che porta all’ingresso effettivo dell’esposizione, il piano nobile, è sontuosa e costellata di una serie di sculture marmoree dalle dimensioni importanti: l’intervento Yellow Corridor si inserisce in questo contesto ed è pensato come un bagno di luce gialla. La semplicità apparente che spesso si cela dietro l’idea di spostare leggermente quello che le persone in una stanza ricevono da quello stesso luogo, qui è esaltata all’ennesima potenza: il giallo della luce appiattisce molto la tridimensionalità dei marmi e della maestosa scalinata, trasforma in pallore marmoreo il colorito della pelle umana, minimizzando sia la presenza umana che dell’intervento umano stesso, conferendo a questa luce l’unica, vera importanza. Qualcuno accosta questa installazione a Weather, quel grande sole che Eliasson collocò nella Turbine Hall della Tate Modern nel 2003/04, ma in realtà è diverso, è un sole più pallido quello viennese, un pianeta più pallido che non accarezza solo i corpi, ma vorrebbe minimizzare tutto, appiattire, è un sole invernale creato dopo più di dieci anni e che si relaziona con il passato in modo immediato.

Salendo al piano che raccoglie gran parte della mostra, le opere di Olafur Eliasson risalenti all’ultimo biennio sono poche perché la maggior parte appartengono appunto alle collezioni di grosso calibro di cui sopra. Tuttavia il percorso installativo, in uno spazio complesso come un palazzo barocco d’oltralpe, si rivela felice grazie allo sviluppo di un dialogo continuo.

Olafur Eliasson, New Berlin Sphere, 2009, Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection, Vienna, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Olafur Eliasson, New Berlin Sphere, 2009, Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection, Vienna, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

L’altro intervento site-specific realizzato in questa occasione è Wishes versus wonders, costruito attraverso la collocazione di una superficie specchiante sul lato finestrato di una stanza, dal quale parte uno spesso anello a semicerchio in ottone. Tutto qui? Ovviamente la scelta cade sulla Sala delle Battaglie, dove i successi militari del re di turno vengono insistemente evocati, insieme alla vastità dei suoi territori, da maestosi arazzi. Lo specchio, così posizionato, amplifica enormemente la vastità di questi spazi conquistati e delle battaglie vinte, come se l’opera di Eliasson fosse un memento di quanto la nostra storia della bellezza sia costellata da rapporti di potere, da necessità di ostentare il prestigio, da esiti di operazioni militari. Forse Olafur Eliasson ci ricorda come tutto lo sfarzo spesso esista solo ed esclusivamente in relazione a queste forze incontrollabili dal comune essere umano, soggetto alla fascinazione della luce e delle ombre realizzate da questo straordinario artista, moltiplicato dai suoi caleidoscopi, riflesso nelle sue superfici specchianti, addirittura in parallelo con la vastità dei mondi impressi su mappamondi antichi, preziosissimi e meravigliosi.

L’essere umano di Eliasson potrebbe forse essere un uomo comune, che si trova inserito in una piccola magia, in un gioco di colori e forme che lo riconnettono con la natura più libera, che gli fanno ritrovare la spontaneità e la sorpresa, ma che non smettono di riflettere sulla sua natura e sul suo rapporto con il mondo.

Olafur Eliasson, Your welcome reflected, 2003 Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection, Vienna, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Olafur Eliasson, Your welcome reflected, 2003
Thyssen-Bornemisza Art Contemporary Collection, Vienna, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

ENGLISH TEXT

As is often the case with Olafur Eliasson, the first thing that hits you is the light. And it’s not just any light, but one of his dazzling installations in settings so impressive that only an artist of his calibre could show there without feeling pressured by their beauty.

This time we’re in Vienna, at the Winter Palace, originally the residence of Eugene of Savoy and later taken over by Empress Maria Theresa and the Austrian government who appreciated it for its architectural elegance and location close to the Cathedral. In 2013 it became an exhibition venue belonging to the magnificent Belvedere complex, with a strong focus on contemporary art.

Olafur Eliasson, Wishes versus wonders, 2015 Courtesy Olafur Eliasson; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Olafur Eliasson, Wishes versus wonders, 2015
Courtesy Olafur Eliasson; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Olafur Eliasson is here by intervention of Francesca von Habsburg, founder of the Thyessen-Bornemisza Art Contemporary (TBA21) of Vienna, a venue internationally known for its innovative choice of artworks and for continuing a family tradition that is several generations strong. Baroque Baroque was conceived to display some of Eliasson‘s works from TBA21 and from the private collection of Juan and Patricia Vergez in Buenos Aires.

The visitor first encounters Die organische und kristalline Beschreibung (The Organic and Crystalline Description), in which a projector, a wave machine and coloured filters send out shimmering streaks of blue and yellow light, as if at the bottom of the sea. From here it’s a voyage through Eliasson‘s stunning artistry and one-of-a-kind ability to bring us into contact with dimensions that tie humankind to space, image, perception, shadow, light, reflection and multiplicity.

Olafur Eliasson, Yellow corridor, 1997, The Juan & Patricia Vergez Collection, Buenos Aires, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE

Olafur Eliasson, Yellow corridor, 1997, The Juan & Patricia Vergez Collection, Buenos Aires, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE

The stairs leading up to the entrance on the main floor are rendered all the more sumptuous by a series of marble sculptures; Eliasson‘s Yellow Corridor here is a bath of golden light. His deceptively simple concept of slightly shifting what people in a room receive from that place is taken to a new extreme: the yellow light makes the three-dimensional sculptures and majestic staircase seem almost flat and turns the colour of human skin to a marble pallor, minimizing human presence and intervention and giving this light the only true importance. Some liken Yellow Corridor to Weather, the huge sun that Eliasson installed in the Turbine Hall at the Tate Modern in 2003-2004, but it’s actually quite different: the Viennese sun is paler, a more pallid celestial body that doesn’t caress but tries to minimize and flatten; a winter sun created more than 10 years down the line with an immediate connection to the past.

Olafur Eliasson, Kaleidoscope, 2001 The Juan & Patricia Vergez Collection, Buenos Aires, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Olafur Eliasson, Kaleidoscope, 2001
The Juan & Patricia Vergez Collection, Buenos Aires, Ph Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Upstairs, where most of the exhibition is housed, there are few works by Eliasson from the last two years because most of these belong to the high-calibre collections mentioned above. But the show has a charm all its own, thanks to the ongoing dialogue it develops within the elaborate setting of this Baroque palace north of the Alps.

Olafur Eliasson Photo: Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

Olafur Eliasson
Photo: Anders Sune Berg Installation view: BAROQUE BAROQUE, Vienna, 2015

The other site-specific installation is Wishes versus Wonders, in which a mirrored surface bearing a thick brass semicircle is placed on the window side of a room. That’s all? Well for starters, the room in question is the Hall of Battle Paintings, where the king’s military triumphs and vast territories are trumpeted by majestic paintings. The mirror vastly amplifies the enormity of the spaces conquered and battles won, as if Eliasson‘s work were a reminder of how our history of beauty is punctuated by power plays, the flaunting of prestige and the outcome of military operations. Maybe Eliasson is suggesting that all this pomp often exists solely in relation to the uncontrollable forces of the common mortal, subject to the allure of light and shadow that is created here by this extraordinary artist, multiplied by his kaleidoscopes and reflected in his mirrored surfaces in parallel with the vastness of the worlds imprinted on those wonderful old maps of inestimable value.

Eliasson‘s human could be a common mortal who somehow finds himself under a spell, in a play of shapes and colours that reconnect him to his freest essence and reveal his inner spontaneity and sense of wonder, while insisting that he reflect on his nature and his relationship with the world.

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