Speciale #MZOO15 – Intervista a Villa e In Fact and In Fiction

Per expoZOOne nel quinto giorno di festival le due associazioni hanno proposto una serata definita di corpi pretesi e musica automatica. Ospite d’onore Pierre Bastien (e per chi era lì l’onore è stato vero e puro), compositore polistrumentista francese. Ad aprire la serata il doppio film/progetto Allegoria del filmaker Francesco Bertocco e Il preteso corpo di Alberto Grifi. A chiudere il live di Luchino da Torino. Villa è un’associazione culturale che dal 2012 propone ricerche di musicisti e artisti del panorama italiano e internazionale, con un approccio non convenzionale alla produzione di eventi in luoghi inusuali. In Fact and In Fiction è un progetto interdisciplinare che nasce a Brescia per la promozione e la diffusione della ricerca artistica contemporanea nei suoi diversi linguaggi espressivi, spaziando tra arti visive, musica, editoria e arti perfomative.

Bastien

Cosa è successo domenica sera a MusicalZOO nella expoZOOne?

Andante moderato in spiaggia ha aperto con la doppia proiezione del progetto Allegoria di Francesco Bertocco e Il preteso corpo di Alberto Grifi, presentato in anteprima lo scorso autunno in Viafarini DOCVA a Milano.
Di seguito il live di Pierre Bastien, polistrumentista francese inventore di strumenti ritmici ed effetti analogici, compositore di musiche uniche, nate dall’azionamento dei suoi marchingegni, tanto onirici quanto concreti. Una lunga ricerca, la sua, di oltre 30 anni, nella sperimentazione di nuovi modi di generazione sonora. Per chiudere una selezione di musica africana costruita su ritmiche intense, scelta e mixata live da Luchino, amico ed esperto ricercatore di musica da Torino.

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Quanto le opere sono immagine e quanto suono? Fino a che punto avviene una contaminazione tra queste due espressioni?

Sono distinzioni concettuali che non hanno propriamente senso se non nella misura in cui se ne voglia discutere in termini critici. Non operiamo né speculiamo sulla critica. Proponiamo invece situazioni ed esperienze in primis percettive e in secondo luogo di relazione e stati alterati, dove è inutile, crediamo, fare questo tipo di distinzioni.

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Villa e In Fact and In Fiction sono due realtà distinte: in che misura collaborano?

Con entrambe le associazioni collaboriamo nella ricerca continua di artisti e musicisti da portare e far conoscere a Brescia. Le misure variano ogni volta in base ai progetti: condividiamo spesso gusti, interessi e passione per un’estetica artistico-musicale comune, ponendo particolare attenzione all’ambientazione e al contesto nel quale inseriamo le nostre proposte e creando opportunità di fruizione partecipata, utilizzando spazi inconsueti e coltivando nel tempo le relazioni che si creano con chi ospitiamo.

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Da dove è nata la partnership con MusicalZOO?

Dalla prima edizione del 2009 abbiamo iniziato a collaborare singolarmente con il festival, alcuni di noi facevano parte di collettivi che operavano in città e che hanno lavorato ad installazioni sonore e/o ambienti percettivi in alcune aree del festival che ancora non erano definite. Nel tempo la collaborazione è andata crescendo, per due anni abbiamo suonato come E.C.P. (Ensemble Chitarristico Perpendicolare) ensemble di chitarre elettriche, voci e percussioni. Quest’anno invece grazie a MusicalZOO e Gabriele Falconi siamo stati invitati a curare la programmazione di una serata intera, alinterno della expoZOOne, dandoci la possibilità di portare un musicista come Pierre Bastien che desideravamo da tanto a Brescia ma che non potevamo permetterci all’interno della nostra programmazione ordinaria.

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Il pubblico del Festival è estremamente eterogeneo, che aspettativa avevate per domenica?

Sicuramente la nostra proposta è risultata come qualcosa di separato, distinto rispetto al mood della serata di domenica. Ci aspettavamo un uditorio estremamente eterogeneo e mescolato, un pubblico probabilmente anche di passaggio, che è capitato per caso nel mezzo del turbine di suggestioni audiovisive. Riteniamo che contesti differenziati come questi siano opportunità per estendere le nostre proposte di più difficile fruizione ad un pubblico sempre più ampio e variegato. Il tentativo di abbattere le barriere tra fruizione e luoghi che usualmente ospitano contenuti di questo tipo in una città come la nostra è un obiettivo al quale, lentamente, stiamo lavorando.

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