Speciale #MZOO15 a Brescia – Materia Sonica

Questo il primo di alcuni articoli volti a raccontare il programma della expoZOOne, area di cui ha la supervisione e la curatela Gabriele Falconi e che ogni sera propone un programma diverso.

Stasera è la volta di Materia Sonica, progetto a cura di Dario Bonetta, Rossella Moratto, Fabio Volpi, in collaborazione con la galleria A+B Contemporary Art di Brescia che parte da un’idea di Fabio Volpi (Dies_) ed è un insieme di opere audio/video dal carattere performativo che verranno eseguite sui palchi di MusicalZOO mentre alcune sculture sonore saranno allestite negli spazi della expoZOOne. Il filo conduttore è la relazione tra materia e suono sotto diversi punti di vista, dalla creazione del suono alla campionatura on stage. Le strategie comuni dei progetti coinvolti si basano sul riutilizzo creativo dei materiali e dei suoni e su pratiche di elaborazione e campionamento in tempo reale delle frequenze sonore recepite nelle performance dal vivo: la ricerca viene portata agli estremi dell’espressività. Tra gli artisti coinvolti Otolab, Teatrino Elettrico, Untitled Noise, CROP Gardening.

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Di seguito una breve intervista ai curatori.

Come nasce la collaborazione con la Galleria AplusB di Brescia?

Rossella Moratto: Dario Bonetta e io ci conosciamo da diversi anni e ho molta stima per il lavoro che Dario sta facendo. Fabio (Volpi, ndr) e io abbiamo parlato del nostro progetto a Dario, che si è da subito dimostrato interessato e si è attivato: tramite lui siamo arrivati a proporlo a MusicalZOO che ha accolto molto positivamente la proposta espositva e performativa, ma l’assenza di spazi espositivi liberi e adeguati a fine luglio in Castello non ha permesso si facesse la mostra adiacente e fortemente correlata al Festival e quindi abbiamo pensato insieme di realizzare la parte espositiva da AplusB contemporaneamente al Festival.

Scaradelli e Lombardelli 1

Come nasce invece questo progetto sul suono?

Rossella Moratto e Dario Bonetta:È nato da un’idea di Fabio Volpi (aka Dies_) che da anni lavora su questo tema e che aveva realizzato una mostra omonima a Milano nel 2012. Desiderava ampliare il discorso, coinvolgendo altri artisti che lavorano sul concetto di materia sonica per avviare un confronto e creare un dialogo tra percorsi artistici differenti, visivi e performativi. Mi ha chiesto di partecipare alla costruzione di un progetto che riunisse artisti che sperimentano in questa zona liminale tra dimensione visiva e sonora. Successivamente grazie all’incontro e al convolgimento di Dario Bonetta abbiamo dato vita concretamente a Materia Sonica.

Il progetto si divide in una parte espositiva e una performativa. La parte espositiva è ospitata dalla Galleria AplusB di Brescia. Presenta opere di dieci artisti – Giuseppe De Mattia, Dies_(aka Fabio Volpi) , Daniela Di Maro, Michele Lombardelli, Marco Andrea Magni e Giorgio Sancristoforo, Samuele Menin, Luca Scarabelli, Michele Spanghero, Massimiliano Viel – che indagano interdisciplinarmente i confini tra arte e suono.

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Le opere esposte si caratterizzano per l’ambiguità che nasce dalla loro doppia natura, allo stesso tempo di opere d’arte e potenziali strumenti musicali, per quanto atipici. Alcuni emettono suoni come i ricami elettronici di Daniela di Maro, le atmosfere ottenute ponendo dei sensori all’interno di alcune statue dando voce a un coro silenzioso di Michele Spanghero, l’installazione sonora di Giuseppe De Mattia che suona la polvere. Altri lavori sono la rielaborazione visivo-sonora del suono come la trasformazione della registrazione del cinguettio di un Regolo in una partitura per pianoforte attraverso la lettura del suo sonogramma di Marco Andrea Magni e Giorgio Sancristoforo o ancora l’esperimento sul disegno attraverso il suono di Massimiliano Viel in cui i frammenti di trascrizione musicale di un Lied di Mozart sono utilizzati non per il valore musicale in sé, ma come tracce visive al servizio della logica del disegno. In altre sperimentazioni il suono è un recupero residuale come nel lavoro di Samuele Menin che partendo da documentazioni video di performance entrate nella storia dell’arte contemporanea ne cancella parzialmente la parte visiva trasformando il lavoro in opera sonora. O ancora opere in cui è il suono a determinare la forma come nel lavoro cimatico di Dies_. Infine due opere in cui l’emissione sonora non è prevista ma soltanto allusa come nel microfono che si inserisce nel muro diventando perciò inutilizzabile di Luca Scarabelli o perfino negata nella installazione formata da pannelli fonoassorbenti di Michele Lombardelli.

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La parte performativa all’interno di MuscalZOO presenta quattro performance e una installazione sonora.

Le performance sono accomunate dall’uso di strategie comuni che si basano sul riutilizzo creativo dei materiali e dei suoni e su pratiche di elaborazione e campionamento (Teatrino Elettrico, Utitled Noise, Dies_), sulla ricombinazione di immagine e suono (Crop) e su pratiche di elaborazione e campionamento in tempo reale delle frequenze sonore recepite nelle performance dal vivo (Otolab, Dies_).

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Che relazione hai maturato con l’ambito sonoro? Quest’anno la Biennale di Venezia ha presentato molti lavori di questo tipo che sfociavano in varie direzioni.

Fabio Volpi: Oltre che la Biennale, il concept di Materia Sonica si inserisce sicuramente sulla linea tracciata da mostre come Art of Sound curata da Germano Celant nel 2014 per la Fondazione Prada di Venezia, dove viene posto in forte evidenza l’ambivalenza estetica e di utilizzo pratico dell’oggetto sonoro. In questa linea di ambiguità ci confrontiamo anche con le performance, che hanno una forte caratteristica di richiamo alla Visual Music ( come nel caso di Otolab e Dies_) oppure si rivolgono direttamente all’oggetto quotidiano trasfigurandolo in un oggetto sonoro con timbriche di carattere industriale e rumoristico, come si potrà osservare con i Teatrino Elettrico.

UN 2014 strumenti 2

Il rapporto tra arte sonora e musica avrà una dimostrazione al Festival venerdì 24 luglio, che aspettative hai nei confronti di un pubblico che potrebbe non avere nessun approccio all’arte contemporanea?

Fabio Volpi: Molto semplicemente non abbiamo aspettative, le esibizioni hanno un approccio simile a quello delle rock band, ma con una ricerca visiva più affinata e non decorativa, perché integrata al sound e non messa come fondo tecnologico. Quindi il pubblico assisterà a delle performance di forte impatto sonoro, che con i mezzi messi a disposizione dal MusicalZOO, avranno anche un forte carattere di immersività.

 

Festival MusicalZOO sito ufficiale

AplusB Contemporary Art sito ufficiale

UN 2014 strumenti

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