Il Party Arty Museo Carlo Zauli

Che il Museo Carlo Zauli di Faenza sia uno dei luoghi dove mi sento più a casa mia in Italia non è mai stato un mistero: sarà il mio amore per la ceramica, sarà che è in Romagna, sarà che Carlo Zauli era, a mio avviso, un grande scultore, ma così è.

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Questa struttura esiste come spazio di lavoro dello stesso Zauli dal 1949 , ma dal 2002 è diventato un contenitore di collezioni, di iniziative culturali, di idee, nonché un punto di riferimento per la città di Faenza e non solo.

Il Museo Carlo Zauli si trova in una zona dove, un po’ per caso e un po’ no, c’è una concentrazione di laboratori artigianali, studi professionali e attività anche ricreative che da anni portano avanti le loro iniziative, che siano culinarie o comunque aggregative, finché un giorno non decidono di ghettizzarsi a tutti gli effetti e dare un nome a questo quartiere nato spontaneamente: Distretto A.

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L’idea è la condivisione di eventi che possano essere divertenti e culturali allo stesso tempo, ma che possano diventare un esempio per tutta la città. Amo del Museo Carlo Zauli l’intraprendenza e la capacità di fare delle scelte artistiche che lo posizionino in alto nel livello qualitativo della contemporaneità italiana, ovvero le collaborazioni con La Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia per le residenze d’artista, le mostre in giro per l’Italia, le giornate di studio sulle realtà italiane decentrate che si occupano di arte contemporanea, il corso per curatori con insegnanti come Guido Molinari. Ma l’altro aspetto che rende speciale questo luogo è la sua apertura: dentro al Museo c’è da diverso tempo un FabLab che utilizza le stampanti 3D, ogni anno viene fatto un temporary shop che riunisce oggetti del mondo della moda con case esclusive come il noto marchio di lusso 4-DA_CI_quadrata_cortileMarsèll o più sportive come fu per la Freitag, agli oggetti realizzati nel FabLab stesso.

Ma c’è un’altra cosa che io trovo davvero interessante nella comunicazione di questa realtà, ovvero l’apertura ad attività di socializzazione: è come se questo museo fosse un animale da party e non ne potesse fare a meno, ragione per cui diventa uno dei protagonisti della Cena Itinerante.

Evento a cadenza annuale, questa serata sarà il giorno 15 maggio ed è organizzata dai rappresentanti del Distretto A – quartiere ad alta densità artistica, proponendo un itinerario culturale e gastronomico, aprendo spazi pubblici e privati e dando spazio anche a quattro realtà con scopi benefici, il tutto comprende ben 44 spazi aperti (!!!) in cui ci sono ristoranti, cantine, 24 eventi da vedere. Inoltre lo street artist EIME, vincitore dell’Urban Contest per la valorizzazione di spazi urbani definiti incongrui, presenterà il suo murales Il Cuoco realizzato su una facciata contigua alla scuola elementare.

Eime - il cuoco - progress 13 maggio

Incredibile, ma è così. E io ci andrei se non fosse che devo lavorare come un asino da soma, e starei anche là a farmi venire un’idea per uno stand.

A tirare le fila, tra gli altri, anche questo sorprendente Museo: come lo scultore Carlo Zauli fu un rivoluzionario nel fare scultura, forse il Museo Carlo Zauli è rivoluzionario nel proporre un modo diverso di fare comunicazione in un settore, quello artistico, che spesso tende a isolarsi e a chiudersi in ambienti esclusivi e selettivi.

 

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