Cristallino: Cristina Celestino e Pol Polloniato

Volentieri ospito questo progetto. Il testo è stato scritto da Cristina Celestino, designer e amica e parla del progetto con Pol Polloniato, artista che si esprime con la ceramica, che tutti sanno essere una delle mie fissazioni. Ho visto, in occasione del Fuorisalone a Milano, le opere del ciclo Cristallino esposte e devo ammettere che entrambi hanno saputo essere complementari nelle loro peculiarità e creare un dialogo delicato, coraggioso ed efficace.

 

Io e Paolo ci siamo conosciuti nel settembre 2012. Entrambi eravamo stati selezionati per partecipare alla mostra Wabi sabi – Italian slow design, a Torino. L’incontro è stato abbastanza breve, ma le parole di Paolo sugli stampi delle ceramiche d’epoca su cui stava lavorando in Belgio e la passione che sprigionava verso i suoi progetti mi avevano colpita.

Nel progetto Cristallino abbiamo unito i nostri linguaggi e i materiali feticcio con cui siamo soliti lavorare.
Non abbiamo rinunciato alle nostre singole progettualità’ ma abbiamo cercato i numerosi punti di accordo delle reciproche ricerche personali.

Cristallino è l’organo trasparente, collocato all’interno del bulbo oculare. È la lente naturale dell’occhio che consente di mettere a fuoco le immagini sulla retina.

Le partenze sono una vasca del ‘700 ed un vaso moderno con un volume pulito: storia antica e recente della produzione ceramica di Nove, territorio fisico e concettuale in cui Pol si muove benissimo.
La rivisitazione della decorazione pittorica e la manipolazione degli stampi delle varie manifatture storiche del suo luogo di origine, al fine di creare progetti che generando nuovi scenari, sono infatti i tratti distintivi del lavoro dell’artista di Nove.

Partendo da questi stampi, la funzione dei due oggetti viene annullata. I pezzi sono capovolti e appoggiati a terra per mezzo del piedistallo che la ceramica di risulta dello stampo ha creato. La funzione per cui gli oggetti sono stati prodotti è annullata due volte: sia dalla mancata rifilatura della colatura ceramica che dal gesto che pone i pezzi al contrario.

Diventano oggetti di design, piedistalli per una rappresentazione effimera di una natura artificiale.

Le donne, all’interno delle manifatture di Nove, venivano impiegate per produrre con precisione e gusto le minuzie floreali che ornavano le ceramiche. Piccoli fiori plasmati nel dettaglio da mani sapienti.

Abbiamo deciso di mettere sotto vetro una composizione di questi fiori creando un microcosmo con piccoli arbusti ed insetti.
Una bolla in vetro borosilicato soffiato a lume custodisce questa composizione.

La bolla in vetro che nei vasi Olfattorio di Cristina è ampolla olfattiva con la funzione di trattenere e restituire con intensità il profumo del fiore, in questo caso ha lo scopo di preservare questa natura fragile ed artificiale.
Come nei vasi Olfattorio infatti si suggerisce anche un’esperienza sensoriale più profonda.

La bolla in vetro qui diventa bulbo oculare, dotata di una lente di ingrandimento, il Cristallino, che permette di apprezzare nel dettaglio quel delicato e minuzioso microcosmo che mani sapienti hanno prodotto.

 

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