The Emotion Of Light: Olafur Eliasson in Paris

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Gran parte della fortuna, nella vita delle persone, viene dagli incontri. Gli incontri con altre persone possono determinare tante delle nostre scelte: la condivisione di una casa, il cambio di lavoro, l’interruzione degli studi, la nascita di un figlio, un incidente stradale, delle emozioni.

Map for the unthought thoughts

Map for the unthought thoughts

Tra le mie fortune c’è stata quella di incontrare il lavoro di Olafur Eliasson. Sembra patetico, ma non ho incontrato molti artisti che riescano a darmi così tanto, che riescano a investirmi di emozione.  E tra l’altro, non l’ho scoperto prestissimo: lessi molto a proposito di The Weather Project alla Tate Modern, ma avevo solo visto delle opere sparse in diverse collezioni o collettive. E’ stato con Innen Stadt Aussen al Martin Gropius Bau di Berlino nel 2010 che la sua arte è diventata una droga per me.

La Fondation Vuitton non è uno spazio espositivo semplice, perché come tutti questi splendidi palazzi elaboratissimi, perde la sua funzione espositiva, che si dà il caso sarebbe quella primaria, a scapito di un’estetica molto esasperata. Tuttavia, a Eliasson è stato commissionato un percorso site specific nel seminterrato che gli ha dato la possibilità di esprimersi al suo meglio.

Double Infinity

Double Infinity

Contact è un percorso fatto di luci, ombre, specchi, riflessi, linee. Contact dà la sensazione di entrare nella terra e danzare con le sue viscere, di essere nel centro di un vulcano, di essere nel silenzio (questo se solo le persone presenti stessero più zitte). Contact è un momento privato in cui lentamente risvegliamo la nostra percezione della situazione in cui ci troviamo: prima succede con il corpo, ci dobbiamo muovere al buio, dobbiamo capire che un vetro è convesso , che si vede al contrario, che ci sono degli specchi al buio (dio benedica la guardiania in completo Vuitton), che entri quasi in un ventre, che il giallo è complementare allo specchio, eccetera eccetera. Poi arriva lo stato mentale, la testa segue il ritmo più lento ed entra in un mood eccezionale, aumenta la percezione dei suoni, delle persone, dei movimenti. Infine lo stato emotivo.

Avrei voluto ripetere il percorso ma ero troppo stanca e volevo conservare tutte quelle emozioni intatte.

Bridge From The Future

Bridge From The Future

So che lo studio dietro a questo lavoro è immenso, ma c’è un messaggio apparentemente semplice, creato dal connubio tra l’arte e la scienza, che viene recepito, e il contatto con il piano emotivo è l’esito più sorprendente a cui questa arte porta. Una volta poteva accadere con un quadro, oggi dobbiamo riconoscere che raramente può accadere con una riproduzione parziale della realtà, spesso autoreferenziale e ben confezionata, ma abbiamo tutti bisogno di esperienze, di pezzi di vita che ci vengono rubati dai dispositivi mobili, dalle ore di lavoro, dalle code al supermercato, dalla scelta della scuola dei nostri figli, dal tempo che dedichiamo a cercare le cause di malattie che la nostra testa inventa, dai sorrisi finti, dai calcoli quotidiani per far quadrare i conti, dalle cene di lavoro, dalla scelta di abiti che non ci servono, dallo xanax che ingeriamo per rilassarci.

Olafur Eliasson in questo è il re perché è capace di parlare a tutti

 

Contact

Contact

 

In people’s lives, most luck comes from social encounters. Encounters with others could influence lot of our choices: sharing a house, changing jobs, interrupting school, the birth of a baby, a car accident, some emotions.

One of my shakes of luck was to meet Olafur Eliasson’s work. It may sound pathetic, but I have never met any artist who is able to give me so much, who is able to bowl me over with emotions. By the way, I didn’t discover it early on: I had read a lot about The Weather Project in the Tate Modern, but I had only seen some works in some collections or collective exhibitions. His art turned into a drug for me with Inner Stadt Aussen in Berlin’s Martin Gropius Bau.

The Vuitton Foundation is not a simple exhibition space because as with all these marvelous, complex buildings, it loses its primary function that is to exhibit art, due to its exaspereted aesthetic. However, a site-specific route in the basement was commissioned from Eliasson and that gave him the possibility to make the best of the space available.

Double Infinity

Double Infinity

Contact is an itinerary made up of lights, shadows, mirrors, reflections, lines. Contact gives the sensation to entering the Earth and dancing in its bowels, being in the center of a volcano, being in silence (this could just happen with quieter visitors). Contact is a private moment in which one’s perception of the situation one is living is awakened. First it happens in the body, one must walk in the dark, one must recognize a convex glass panel and one sees the world upside down through it, one must see some mirrors in the dark (God bless the Vuitton dressed guards), one enters a kind of stomach where yellow is complementary to the reflection in the mirror, and so on. Then, comes the mental mood, the head follows a slower rhythm and enters a wonderful state. One’s perception of sound, of people, of movement grows. In the end, the emotional state has its moment.

I would have liked to walk through a second time but I was too tired and I kept all my new sensations as they were.

Touch

Touch

I know the extensive study behind this work, but Eliasson has an apparently simple message created by the fusion of art and science, which is perceived, and the contact with the emotional level is the most incredible result which one obtains by opening that door. Once, this could occur with a picture, today it must be said that rarely could this effect happen with a partial reproduction of reality, which is often auto-referential and well packaged. We all need experiences, pieces of life stolen by mobile devices, by working hours, by queues at the supermarket, by the choice of our children’s school, by time occupied in finding the reasons for illnesses our heads have contrived, by false smiles, by our everyday activities done to make ends meet, by working dinners, by the choice of clothes we do not need, by the Xanax we take to chill out.

Olafur Eliasson is the king, since he is able to talk to everyone.

 

 

Parallax Planet

Parallax Planet

 

Map For The Unthought Thoughts

Map For The Unthought Thoughts

 

Big Bang Fountain

Big Bang Fountain

 

Inside The Horizon

Inside The Horizon

 

Contact

Contact

 

Contact

Contact

 

Map for the unthought thoughts

Map for the unthought thoughts

 

Dust Particle

Dust Particle

 

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