My #MuseumWeek is yours

È noto che è passato già un anno dalla prima esperienza #MuseumWeek esattamente come si sa che domani inizierà la seconda edizione e siamo già tutti in fermento.

Vorrei raccontare, in breve, che cosa mi ha effettivamente portato la partecipazione alla #MuseumWeek.

Lo scorso anno i musei che hanno aderito erano diversi ma non tantissimi: io non sono un museo e ovviamente non ne rappresento alcuno, ma mi occupo di arte, ho un blog e sono molto attiva sui social network.

La #MuseumWeek è un evento che si svolge su Twitter a cui aderiscono soprattutto i musei internazionale per poter interagire sia tra loro che con la loro utenza, con i curiosi, con altri addetti, con curatori, artisti e giornalisti.

Lo scorso anno è stata la prima edizione e hanno aderito circa 600 musei europei, quest’anno cercheranno di dare un’eco mondiale e pare che le adesioni si aggirino già intorno ai 1500.

Ogni giorno verrà proposto un tema che possa muovere delle curiosità da entrambi i lati: sia come addetti che come elementi che non fanno parte di un museo e sono restati colpiti da un evento, un’opera, un workshop, e lo raccontano attraverso immagini all’interno del museo, aneddoti, racconti, idee. Il tutto in base a un tema quotidiano gestito attraverso un hashtag dedicato: sarà curioso scoprirli di giorno in giorno e interagire con le diverse realtà portando la propria esperienza.

Lo scorso anno ammetto di aver avuto diverse soddisfazioni, perché oltre ad un aumento oggettivo di follower e di interazioni, tweet favoriti e retweet e a un movimento di account straordinario, si sono create delle situazioni divertenti e delle vere e proprie relazioni con alcuni musei: il polo di Torino, con a capo Palazzo Madama e a seguire il Museo del Cinema, Castello di Rivoli e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ma soprattutto Pinacoteca Agnelli con cui si è instaurato un rapporto speciale che mi ha vista partecipare a un evento blogger di una giornata chiamato #gioiadarte in visita alla collezione; la Fondazione Querini Stampalia di Venezia con cui ci scambia consigli tramite twitter (e non solo); il Museo Carlo Zauli di Faenza con cui il rapporto già esisteva e spero resista nel tempo; il Museo Madre di Napoli, dove sono andata recentemente per poterli conoscere e spendere del tempo in questa realtà più distante geograficamente, capire il loro modo, il loro inserimento in quella città tanto chiacchierata, entrare nei loro spazi, parlare del loro lavoro.

Abbiamo anche coniato l’hashtag #loveaftermuseumweek, giusto per sottolineare l’effettiva forza di questo evento e la sua portata.

Le basi sono ironia, tempo, voglia di conoscere le altre realtà, voglia di scambio, desiderio di creare una rete, anche se da outsider come sono io, forse anche solo per stare in mezzo al bello di queste realtà.

A Napoli l’incontro con Valeria del Museo Madre è stato davvero una grande emozione: abbiamo attraversato le sale insieme, mi ha raccontato del complesso Donna Regina, della collezione, del quartiere, della città, della nascita delle opere site specific del museo come le capuzzelle usate da Rebecca Horn per la sua istallazione (il calco di un teschio dell’antico cimitero delle Fontanelle proprio a Napoli), il dialogo continuo del Museo con la città, la mostra di Lucio Amelio per esempio e tutto quello che per l’arte ha rappresentato, mi ha raccontato della sua vita a Napoli e dei pregi e dei difetti di questa città, abbiamo scherzato della nostra vita on line, ci siamo fatte un selfie con l’hashtag #loveaftermuseumweek (cosa che era accaduta anche con Anna della Pinacoteca Agnelli). Insomma, un meraviglioso pomeriggio all’interno delle sale di un particolare Museo, che non dico che non sarebbe mai accaduto senza la #MuseumWeek, ma l’evento ha reso tutto più diretto, più normale, è stato come andare a trovare un amico a casa, chiacchierare nelle sue stanze, passare del tempo assieme parlando del passato, del presente, delle aspettative future, sorseggiare un caffè, ridere e ragionare.

Ecco, anche solo questa è un’ottima ragione per partecipare alla #MuseumWeek: la possibilità di passare delle giornate così.

Enjoy your tweet!

mw