Playlist Gallery di Valia Barriello

Ecco la playlist di Valia Barriello

 

 

Needle In The Hay   Elliot Smith

 

Truth    Alexander Ebert

 

Elepahnt Gun    Beirut

 

Nightcall    Kavinsky

 

Hard To Live In The City   Albert Hammond Jr

 

Angie   Verdena

 

Golden Brown    The Stranglers

 

Direzioni Diverse   Il Teatro Degli Orrori

 

Detectorists Original Soundtrack     Johnny Flynn

 

Please, Please, Please Let Me Get What I Want    The Smiths

 

 

Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi Una rete monumentale invisibile. Milano città d’arte? Sogno Possibile. Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca Design Democratico. La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore (Exibart, Domus, At Casa, Artribune) e all’allestimento e curatela di mostre di design. Collabora, per due anni, con la Naba di Milano affiancando nella docenza il designer Paolo Ulian in un corso di progettazione e la designer Matalì Crasset in un workshop. Nel 2013 cura presso la Triennale di Milano la mostra Recupero. Artwo dentro e fuori le mura una selezione di oggetti nati dalla collaborazione tra designer e detenuti del carcere romano di Rebibbia. Porta avanti, contestualmente all’attività professionale di architetto e designer, la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico e alla autoproduzione; cura la rubrica di design per Artibune.

 

 

Alla mano Vaso in argilla rossa realizzato in occasione della mostra “Bla, Bla. Dialogo virtuale” di Alessandro Mendini per la sezione Mano e Terracotta, a cura di Maria Christina Hamel. L’opera è stata realizzata esclusivamente a mano, senza l’ausilio del tornio, con la tecnica del colombino. Pezzo unico, esposto al Fuorisalone 2013 presso la Fabbrica del Vapore.

 

 

 

Cité à porter è un gioco di costruzioni in legno, che prende ispirazione dalla scatola per Architettura n1 di Bruno Munari, per avvicinare i bambini alla scoperta degli elementi architettonici. É un giocattolo in legno composto solo da elementi cubici, dalle medesime dimensioni di 5x5cm, che si differenziano solo per la grafica delle facce. Ogni cubo rappresenta un elemento architettonico e ogni faccia riporta uno stile architettonico diverso. Gli elementi illustrati a mano sono : -porte; -finestre; -tetti; -texture di murature.

I cubi possono essere affiancati in infinite combinazioni e creare edifici, isolati fino ad intere città. Cité à porter è stato realizzato come autoproduzione, in collaborazione con lo studio Zuffdesign, e presentato all’Archivio Giovanni Sacchi in occasione del Salone del Mobile 2012.

 

 

Melina è una tovaglietta all’americana in cotone che, opportunamente piegata, si trasforma in una bambolina. Melina si ispira a un vecchio gioco popolare, molto diffuso nel dopoguerra italiano, quando mamme e nonne, non potendosi permettere l’acquisto di giocattoli, inventavano dei passatempi per i più piccoli. Per ricreare delle bambole spesso si piegava e arrotolava uno strofinaccio o un asciugamano in modo che le sue fattezze ricordassero quelle di un bambolotto, la fantasia delle bambine doveva poi fare il resto. Il progetto di design ha trasformato una buona abitudine in un vero e proprio prodotto ristudiando dimensioni e pieghe, per ottimizzare la piccola tiratura artigianale, e aggiungendo il graphic design per rendere il gioco attuale. Melina è quindi un oggetto dalla duplice funzione perché è sia una tovaglietta per bambini sia una bambolina.

 

 

 

Be first to comment

Rispondi