Un concorso in modalità luminosa: ecco Lighting Moods

 

Lo sappiamo che ci sono molti premi in Italia, e sappiamo che tanti sono per artisti emergenti. In realtà questo Lighting Moods – Atmosfere di Luce è un progetto di arte pubblica che si sviluppa intorno alle lampade solari Firefly, che sono presenti in ben otto esemplari a Bergamo nel Parco 8 Marzo, ovvero oggetti dal design accattivante che hanno un’utilità pubblica estremamente definita, un concept innovativo ed ecologico e che verranno agghindati a puntino da Alice Anderson e Mariella Bettineschi. Perché quindi non trovare un terzo artista? Perché non fare un concorso?

Ci ha pensato Susanna Bianchini, curatrice romana, londinese di adozione per cinque anni, ora approdata nella ridente Bergamo appunto, e pronta a darsi da fare per creare cultura anche qui. Ho approfittato della sua disponibilità per farle qualche domanda riportata di seguito e colgo l’occasione per dire che il termine per presentare i progetti è tassativamente la data del 29 aprile 2014 alle 22.30

Susanna, raccontaci un po’ di te e, in breve, del tuo percorso negli ultimi anni
Tutto è cominciato quando io stessa ho presentato un progetto di mostra per un concorso aperto a giovani curatori emergenti, a Roma, nel lontano 2007. Presentai una collaborazione con degli street artists ora molto famosi, e abbiamo vinto. Si trattava di un’opera site-specific concepita per la parete di un laboratorio dolciario, pertanto non sarebbe rimasta a mostra finita. La temporaneità unita al fatto di portare l’arte in luoghi inconsueti sono da allora il tema principale della mia ricerca curatoriale: a Londra, dove ho vissuto gli ultimi cinque anni, ho portato avanti questo concetto attraverso il Bay Window Project, dove ho invitato alcuni artisti ad intervenire nello spazio ristretto di una finestra, a metà tra opera pubblica e intrusione in uno spazio privato. Dopo Londra, Bergamo e la sfida di Lighting Moods vedranno tre artisti confrontarsi con un elemento di arredo urbano preesistente e con una forte identità: delle lampade a energia solare installate in un parco pubblico.
Credi che un premio sia una buona occasione per un artista? In che modo? Quali sono le caratteristiche generali nel caso di Lighting Moods?
Si deve pur iniziare da qualche parte per far conoscere la propria ricerca. Per un artista, esiste l’iter complesso e a volte macchinoso delle prime mostre, dove solitamente si espone qualcosa del proprio portfolio. Un concorso e relativo premio ti spingono a lavorare su un tema preciso, a non perdere di vista quale deve essere il risultato finale. Nella mia – ancor limitata – esperienza, ho potuto osservare che, paradossalmente, mettere dei paletti alle idee, ovvero suggerire dei parametri entro cui deve operare una personalissima creatività, alle volte produce risultati più brillanti dell’avere una parete bianca a disposizione. Nel caso di Lighting Moods abbiamo una giuria stellare composta da esponenti di spicco nel panorama dell’arte contemporanea (tra cui la curatrice Paola Tognon e la Direttrice della GAMeC Maria Cristina Rodeschini) e queste persone sono qui perché condividono il mio interesse nel vedere cosa di nuovo c’è in giro, nel coltivare nuovi talenti.
Cosa ti ha spinto a lavorare su un premio d’artista?
L’assenza di committenza. Quando si studia la storia dell’arte, i personaggi che rimangono più impressi, oltre agli artisti, sono i committenti: coloro che, per prestigio personale in primis, ma anche per amore delle arti, hanno fatto sì che grandi artisti potessero lavorare alle immortali opere di cui possiamo godere oggi. L’arte contemporanea non è estranea alle committenze ma, come succedeva in passato, spesso si limita a cerchie ristrette. Non ti nascondo una sottile ambizione di mecenatismo nel lavorare ad un premio d’artista: incoraggiare i giovani talenti e spingerli a misurarsi con una commissione, dargli un punto da cui partire, o proseguire, con la loro ricerca in un mare magnum di proposte. Questo è ciò che un premio d’artista dovrebbe offrire.
In cosa vuole distinguersi Lighting Moods rispetto agli altri premi? Quali sono le differenze? Mi spiego, cosa vorresti che spingesse un artista a parteciparvi?
A proposito di giovani talenti, Lighting Moods si rivolge agli artisti emergenti, ma non si limita alla fascia under 35. Un artista emergente, a mio avviso, è anche colui che ha un colpo di genio a quarant’anni, dopo tante riflessioni in sordina. In Italia c’è questa fissazione per gli under 35, come fosse quasi una data di scadenza del cibo conservato in frigo, come se dopo i 35 ci fosse il nulla. Pertanto, per partecipare a Lighting Moods devi avere minimo 18 anni, ma il massimo non è stabilito. Questa, penso, sia già una differenza importante: il confronto generazionale. Tutti i concorsi hanno come premio finale la partecipazione a una mostra e il finanziamento dell’opera, anche Lighting Moods. Solo che la mostra non è in una galleria o museo, ma in un parco pubblico. E il pubblico non è composto esclusivamente dagli addetti ai lavori, ma dallìintera città di Bergamo: qualsiasi persona si trovi a passare per il Parco 8 Marzo avrà le reazioni più disparate nel vedere un “lampione” trasformato in qualcos’altro. 
Posso sapere a che punto sono ora le adesioni e quali sono le tue aspettative?
Un concorso alla sua prima edizione è sempre una scommessa e, spesso senza neanche rendersene conto, si entra in competizione con proposte molto più appetibili. Si passa dal povero artista che non ha occasione per farsi conoscere al povero artista che deve arrovellarsi su quale sia il concorso migliore da scegliere. Soprattutto in questi tempi di crisi, dove sembra che i concorsi per artisti, giovani o emergenti, si siano triplicati. Abbiamo ricevuto un buon numero di adesioni iniziali e, come è prassi, mi aspetto di ricevere il grosso delle proposte pochi giorni prima della deadline, se non il giorno stesso. Un’altra cosa che favorisce il proliferare delle idee, se hai la maledizione di essere un creativo, è la mancanza di tempo. Coglierei l’occasione per ringraziare ed augurare buon lavoro a tutti quelli che hanno deciso di partecipare!
Anche CAMpiTURE si aggiunge all’augurio, naturalmente.
Susanna Bianchini è curatrice di arte e Direttrice di SybinQ Art Projects, uno spazio nomade che promuove l’arte contemporanea attraverso la circolazione della cultura, la commissione di nuove opere per spazi inconsueti e la creazione di networks. A Londra ha curato il Bay Window Project, una ciclo di mostre dedicate al site specific che hanno coinvolto artisti noti ed emergenti.
lighting