I paesaggi aerei di Tullio Pericoli

 

L’idea è che un disegnatore come Tullio Pericoli, un artista come lui, riproponga la sua personale visione del paesaggio dell’altro Garda. Sì, perché la committenza è il MAG Museo dell’Alto Garda nella sede di Riva, appunto. La curatela di Aeronatura. Lo sguardo di Tullio Pericoli sul paesaggio dell’alto Garda è stata affidata a Claudio Cerritelli, una garanzia.

L’inaugurazione è stata diverso tempo fa, il 21 marzo, e si è rivelata un’altra piacevolissima occasione per sentir parlare Tullio Pericoli, un omino gentile, discreto, molto colto ma mai esagerato; un signore con lo sguardo aperto, con gli occhi vispi, dal sorriso generoso quanto i suoi gessetti. Le sue parole sono sempre piacevoli e, dopo un’introduzione di Cerritelli, che non è da meno nell’illustrare il lavoro artistico esposto sia dal punto di vista della visione che tecnico, il noto illustratore ha raccontato la sua esperienza di lavoro in questo caso: il suo vagabondaggio aereo è stata un’occasione creata per personalizzare con un nuovo linguaggio un paesaggio che non è suo, in cui lui è straniero. A tal proposito, Pericoli fa proprie le definizioni del geografo italiano Franco Farinelli di insider e outsider del paesaggio, dove i primi sono coloro che essendo troppo integrati con un paesaggio non sono più in grado di vederlo: l’artista, come nel suo caso, diventa quindi quell’outsider che riesce ad avere uno sguardo straniero, a restituire agli insider la possibilità di rivedere il loro paesaggio, a cambiare il loro punto di vista e ri-svelare un luogo che ormai viene dato per scontato. Gli artifici che Tullio Pericoli avrebbe quindi adottato sono due: lo sguardo dello straniero e la visione dall’alto, l’arte sarebbe il mezzo che ricongiunge lo sguardo col paesaggio noto.

Troviamo circa sessanta tavole eseguite nei mesi successivi al sopralluogo aereo di Tullio Pericoli, ovvero una elaborazione lunga e metabolizzata delle fotografie scattate in viaggio anche attraverso tecniche diverse tra olio, matita e acquerello, ovvero i mezzi tecnici che vengono abitualmente adottati da Pericoli, i colori si muovono tra il giallo paglierino, l’azzurro e il verde, oltre alle ombre abilmente sfumate col carboncino. La dinamicità e la potenza di questi paesaggi sono straordinarie. Ci sono moltissime possibilità di contemplazione perché l’equilibrio è maturo, la padronanza tecnica è ovviamente sorprendente e il virtuosismo di questo solido maestro contemporaneo è sotto gli occhi di tutti.

Fino al 2 novembre, vale una gita a Riva del Garda soprattutto ora che la stagione si è aperta.

 

 

 

 

Be first to comment

Rispondi