Il luna park di Fornasetti in Triennale a Milano

Ci sono dei personaggi che condizionano profondamente la storia creativa di un luogo e bisogna ammettere che Milano, ma forse l’Italia in generale, è stata patria di grandissime personalità nel mondo del design, alcune magari più sobrie, altre invece forse anche sorprendenti sul piano umano.

Piero Fornasetti apparteneva di certo a questa seconda tipologia: milanese di nascita, non era solo un designer ma esprimeva la sua creatività in vari modi, con un eclettismo spiccato, grazie anche alla sua abilità nel disegno e alla sua predisposizione a sperimentare i più svariati aspetti della vita.

Artista estremamente prolifico, Fornasetti è stato uno dei precursori della produzione industriale del design. La sua caratteristica è soprattutto quella di invadere lo spazio con la fantasia, i decori e le illustrazioni che contraddistinguono tutti i suoi oggetti.

L’amicizia e l’appoggio di Giò Ponti rendono Fornasetti noto al grande pubblico nel corso della sua vita.

La Triennale di Milano, a distanza di 25 anni dalla morte dell’artista, decide di dedicargli una personale intitolata Piero Fornasetti. Cento anni di follia pratica che si è conclusa nella data di ieri: una mostra davvero piena, estremamente rappresentativa della carriera e di tutta la sua produzione. La parte di questa esposizione che cattura l’attenzione, è soprattutto l’allestimento: vario, travolgente, divertente e molto curato, estremamente rappresentativo della personalità di cui stiamo parlando, ma allo stesso tempo molto documentato, proprio secondo la consuetudine di questo importante museo nel cuore del capoluogo lombardo.

Nelle sale è stata esposta ognuna delle ossessioni di Piero Fornasetti: la sua produzione iniziale di dipinti, le sue visioni sugli oggetti, i suoi primi allestimenti scenografici. In una teca, nella prima parte espositiva, ci sono una miriade di portacenere raffiguranti qualsiasi tipo di fantasia. Troviamo tantissimi vasi, mobili in legno disegnato a mano e laccato, tantissimi paraventi, portaombrelli, foulards, tessuti, in particolare sete, dalle fantasie più esaltanti. La stanza in cui sono stati appesi i suoi famosi piatti raffiguranti i volti di donna in primissimo piano e con dettagli molto divertenti è estremamente caratteristica, ne presenta moltissimi, ha un soffitto sconnesso che costringe a un percorso fatto di sorprese, piatti appesi dietro l’angolo, o solo poco più in alto.

Ci sono anche due allestimenti di soggiorni, i bozzetti di alcune scenografie, alcune vetrinette stracolme di oggetti incredibili e di assortimenti anche bizzarri forse, in una stanza sono stati disposti tantissimi vassoi, come fossero tavolini, illuminati da un faretto ciascuno, c’è una sezione dedicata al paravento, c’è una zona in cui sono stati collocati portaombrelli a non finire. Insomma, c’è un numero elevato delle produzioni di Piero Fornasetti e soprattutto sono state distribuite in modo estremamente accattivante e inserite in un percorso logico e divertente.

La presenza di un video narrativo e musicato in modo impeccabile è il coronamento di un’attività svolta nel migliore dei modi. Così, alla fine, si esce con il sorriso stampato, si è tentati di acquistare persino uno dei graziosi e divertenti gadget nel fornito bookshop del museo (ma i prezzi fanno cambiare subito idea per un colpo di testa) e la sensazione di leggerezza, di colore e di stupore che hanno accompagnato la visita lasciano un piacevole sapore in bocca. Quello del gioco, delle caramelle, dei ragazzini che corrono.

Sito ufficiale di Piero Fornasetti

1 Comment

  • vista proprio ieri, in extremis direi! Pienamente soddisfatta, uscita con il sorriso sulle labbra e naturalmente con il catalogo che non poteva non essere edito da Corraini, da sempre attento ai designer!

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