I concerti di Roberto Pugliese

Ci sono i suoni, i rumori, le melodie, il fastidio, il casino, le note. Ci sono i suoni delle cose che ci circondano, tutto un insieme di oggetti che spesso appartengono al nostro quotidiano e che emettono dei suoni che sono più o meno in relazione con noi, con la nostra vita, anche solo con il nostro passaggio, ma che spesso vengono dati per scontati.

Ci sono delle persone che sono capaci di ricongiungerci coi suoni, anche quelli più insospettabili, anche quelli di cui noi ignoravamo l’esistenza. Questi medium hanno dei mezzi privilegiati per dare voce a tutto questo mondo. Nel caso di Roberto Pugliese (Napoli 1982) la mediazione tra suono e vita è data dall’arte.

Un ambito già complicato, quello dell’arte, a cui approdare, ma ancora più elitaria è l’appartenenza alle arti del suono, un mondo a parte, legato a sofisticati mezzi tecnici estremamente difficili da maneggiare e da padroneggiare con dimestichezza. La ricerca di Roberto Pugliese inizia a essere piuttosto nota in Italia, negli ultimi cinque anni le sue personali sono aumentate molto e sono state accolte in luoghi ufficialmente deputati all’arte. E non solo in Italia.

Uno di questi è Studio La Città di Verona, galleria storica a pochi passi dalle vie centrali più battute della città, con una sede sorprendente in zona industriale in cui vengono gestite anche più esposizioni contemporaneamente: uno spazio grande, accogliente, ottimamente preparato alle esposizione sempre di grande qualità e di ottimo riscontro, un luogo che ha accolto la storia della seconda parte del Novecento a partire dalla prima esposizione di Fontana del 1969.

Fino al 24 aprile Studio La Città ospita una personale di Roberto Pugliese, Concerto per Natura Morta. Come è solito fare, Pugliese non ci sbatte in faccia il suo lavoro sonoro come accade spesso tra i suoi colleghi, ma la sua sensibilità estetica lo spinge a creare un’istallazione che sia anche piacevole da contemplare, che vada di pari passo con la scoperta dei suoni e che dialoghi con essi (basti anche solo vedere un’immagine dell’allestimento dello scorso anno presso la Tenuta dello Scompiglio appena fuori Lucca per capire cosa vogliamo dire).

La prima istallazione di Pugliese che si vede nella galleria è quella che dà il titolo alla mostra, Concerto per Natura Morta composta da tredici tronchi cavi, speakers, un riproduttore audio a otto canali, un amplificatore a otto canali, cavi audio, cavi d’acciaio. Le riproduzioni audio sono la campionatura nonché l’elaborazione dei rumori che l’artista ha registrato durante la preparazione dei tronchi stessi. Un aneddoto: durante l’inaugurazione stavo parlando con l’artista e un ragnetto ha abbandonato uno dei tronchi vicini a noi, così, per farci capire che è tutto vero, che c’è davvero la vita in quei tronchi!

Entrando nella stanza più piccola, sulla sinistra troviamo Risonanti Pressioni Materiche, composta da ceramica, trombe acustiche e plexiglas, a cui si mixa la composizione audio che non è altro che un elaborato sulla base delle registrazioni fatte durante la cottura delle trombe acustiche nel forno da ceramica: il risultato estetico ci parla di una vera e propria scultura, un progetto complesso ma che garantisce un’immediatezza davvero rara da incontrare unita a una ricerca di immagine nitida e davvero emozionante.

Sempre nella stanza, ma sul lato opposto, la terza e ultima istallazione dal titolo Fluide Propagazioni Estetiche, composta da alcue damigiane in vetro, speaker subacquei, cavi audio e liquidi di varia natura: i liquidi nei vari contenitori di vetro sono diversi e diversa è la riproduzione del suono a cui sono soggetti sia per le varie densità, sia per quanto la consistenza influisce sulla propagazione delle onde sonore.

In tutte queste istallazioni è come se il suono fosse quasi tangibile, l’allestimento è talmente meticoloso, e spesso anche condizionante del buon esito della composizione audio, da essere un elemento fondamentale e spesso incredibilmente comprensibile e immediato anche per quel pubblico meno adatto a relazionarsi con questo tipo di arte.

Vale una gita a Verona, in ogni caso, anche solo per misurarsi con questo tipo di arte che ormai è uno specchio dei nostri giorni.

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