Where the streets have no name

La strada è un luogo, forse qualcuno potrebbe dire un non-luogo, da dove nascono, crescono, a volte addirittura muoiono persone, situazioni, stimoli, energie. Non è semplice avvicinarsi alla strada in modo particolare se non si viene da lì, oppure se non la si conosce: possono capitare molte cose, ci si può imbattere in situazioni difficili, complesse, spesso persino pericolose.

Se tutti leggessero il romanzo di Lethem che sto divorando in questi giorni intitolato La fortezza della solitudine, vedrebbero la strada della old Brooklyn negli anni Settanta, la povertà, la difficoltà di ambientazione di un bianco in un quartiere total black, le regole dure della strada proprio lì dove in questo momento fioccano case residenziali e happy families alternative e affette dall’ossessione per il cibo biologico, proprio lì dove ora c’è un’altra storia.

Ma la strada accoglie anche delle innovative forme d’arte: la famosa street art muove da lì per arrivare nei musei solo negli ultimi decenni e per avere ancora delle riserve da parte di moltissime istituzioni e del sistema dell’arte.

IMG_2985scritta neraQuesto mi ha spinto a entrare nei giochi della street art ed entrare in contatto con Frank Tv, un ragazzo magro magro che si diverte con le affissioni e gli stencil, ma spesso anche solo con dei disegni. E’ un bel soggetto, ha molte qualità, è pieno di energia e di entusiasmo per tutte le realtà che lo appassionano, dalla birra alla musica, dalle biciclette ai viaggi. Volevo capire come si muovono questi ragazzi, a che ora, come cercano il luogo ottimale dove eseguire un’opera. Volevo capire come preparano l’uscita, come funziona tra loro insomma.

Per fortuna che tutta questa operazione ha coinvolto anche un fotografo che ha questa storia della strada dentro, Alberto Mancini. Non so se si può dire, ma in tempi non sospetti lui aveva un nickname, o come si dice in gergo una tag, e faceva dei graffiti strepitosi. Poi è passato a un altro tipo di immagini, alla fotografia, ma ha continuato a mantenere i rapporti con chi disegnava con lui. Unire quindi le forze: l’artista, l’aiutante, il fotografo, la blogger. Un quartetto niente male.

Quindi ho scoperto delle cose davvero carine. Innanzitutto ci vuole un’immagine, e come al solito quella arriva all’artista. Eravamo partiti da un tipo di affissione, poi ci abbiamo fatto un ragionamento davanti a una birra. Allora poi Frank Tv ha trovato la soluzione adatta: ci ha mandato la foto del suo nuovo disegno, era perfetto, aveva un messaggio, era quello che lui sentiva più adatto a questo progetto.IMG_3009

Ci siamo trovati un’altra sera per camminare per il centro città, volevamo trovare il luogo adatto e capire i movimenti dei vari addetti alla vigilanza, ci siamo bevuti una cosa per scaldarci, c’era molta umidità. Nonostante tutte le vie e le piazze percorse in lungo e in largo, non siamo riusciti a trovare un posto che davvero ci desse soddisfazione. Certo, il disegno dopo è cambiato e forse quello non era il disegno giusto, forse era questo il primo problema da risolvere: avere un disegno giusto che ci indicasse il luogo giusto.

IMG_3020Dopo un mesetto e col disegno fresco fresco ci siamo dati appuntamento, aveva piovuto molto e non c’era stata fino a quel momento la possibilità di fare nulla. Il punto di incontro era nello studio che Frank Tv ogni tanto divide con amici artisti, siamo arrivati alle 22.30, tutti con mille strati di abiti, sciarpe e berrette per riuscire a tollerare l’unica settimana fredda di questo inverno assurdamente mite fino a oggi. Ci troviamo ed è tutto pronto, Frank Tv e l’aiutante stanno mischiando la colla quando arrivo, la colla ha i grumi ma forse è solo troppo densa, l’aiutante ha un terribile zainetto arancione promozionale che serve a restare nell’anonimato (?) e il fotografo scatta come un matto. Mi sono portata un piccolo registratore ma non credo sia il caso di trascrivere quanto detto, conversazioni varie. Molti scherzi tra i ragazzi, molte frasi non comunicabili, molte riflessioni politiche e molte storie sulla strada, di esperienze che loro hanno già passato, di quando a Iseo un poliziotto ha sparato contro i writers in fuga diversi anni fa. Sono emozionata, ho le farfalle allo stomaco come un ragazzina al suo primo appuntamento, mi sembra di essere così fortunata a fare questa cosa così speciale, ci sono persone che passano la vita sul divano!

Siamo usciti alle 23.30 e abbiamo iniziato a camminare. L’aiutante portava il disegno arrotolato nello zaino, il fotografo scattava, Frank Tv portava la colla e io li seguivo come una brava aiutante, convinta nel sostenerli: mi sono sentita persino importante! Un’oretta di cammino con tanti, tantissimi progetti per la testa, la condivisione, il freddo, i nasi che gocciolano, i racconti di viaggi, gli aneddoti, gli amici comuni, le nostalgie, i desideri, i tempi difficili, i sogni. Non quel muro, non va bene perché è di un palazzo storico. Quello spazio non si vede, non ha senso tutto questo lavoro se non si vede un cazzo. Lì non prende la colla e il lavoro sarebbe inutile. Lì lo strappano domani, di fisso. Ehi, guarda lì, cosa ne pensi?!IMG_3030

Finalmente troviamo il posto giusto, allora si inizia.

Fai da palo. Si faccio da palo. Non c’è nessuno. Dai, dai veloci. Ragazzi, auto della municipale, mi metto a camminare, accendo una sigaretta, voi scappate nel vicolo. Ok è passata. No, ci sono dei ragazzini che si avvicinano, li mando via? No lasciali stare, basta che non rompano le palle. Ehi cosa state facendo? Che non rispondete? Passami la colla che ne metto ancora un po’. Ma cos’è, una protesta?Dai ragazzi, forse non ci dobbiamo fermare e stiamo in mezzo alle palle. Macché, non siamo in mezzo alle palle. Scusate, ma è legale?! E fatti i cazzi tuoi e andiamo và. Per fortuna si sono levati dalle palle! Attacco anche questo? Ma sì ho quasi finito,aspetta che arriva un’auto. Che palle, cosa c’è adesso!? Non va bene la colla!? Ma no, in studio non andava bene, ma adesso non ha più i grumi. Sarà questo cazzo di freddo del porco.

Quella notte si è fermato uno dei personaggi più strani della città, un ragazzo che non è molto a posto ma che è sicuramente un buono, è solo un po’ borderline. Uno che entra nei bar del centro sempre al limite igienico e con aria da duro ordina un cappuccino, manco fosse l’old fashion di Don Draper! Anche a lui piaceva il lavoro, si è fermato a farci delle domande, era molto affascinato, ma quando il fotografo gli ha chiesto di spostarsi per fare delle fotografie ci ha impiegato un pochino più di tempo del dovuto perché lui non calpesta le righe. Sì, le righe per terra, quelle della strada, quelle dei marciapiedi. Non riusciva a spostarsi.

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Dai, incolliamo la firma e ce ne andiamo. Incollata. Do un’altra passata di colla. Ok. Ok. Figo. Fighissimo. Via.

Il giorno dopo, al mattino, l’affissione era già stata strappata. Io ci sono restata malissimo, non mi era mai capitato di fare un progetto e vederlo sfuggire così velocemente. I ragazzi mi hanno detto che è tutto normale, che loro sono abituati, le persone non capiscono, spesso sono i privati a togliere tutto, a lamentarsi, a non capire. Frank Tv in particolare mi dice che nove volte su dieci è così, la tua opera sparisce, ma nonostante questo ne farai un’altra, e un’altra ancora, perché quello è il tuo modo. That’s the street baby!

Tutte le fotografie pubblicate sono di Alberto Mancini

 

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1 Comment

  • Rispondi gennaio 3, 2014

    Bricolage

    ma lui è stato incluso nel programma di Franky Hi – NRG dedicato alla stree art su Sky Arte?

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