Breve parallelo tra Fault Lines alla Fondazione Trussardi e Islands all’Hangar Bicocca

La fortuna di vivere a Milano in questo periodo vuole che si abbia accesso, tra l’altro gratuitamente, a due delle mostre più importanti che l’Italia vede quest’anno come fiori all’occhiello della programmazione dell’arte contemporanea. Purtroppo le istituzioni pubbliche in questa faccenda, in entrambe le occasioni di cui si parla in realtà, non c’entrano: protagonisti e mecenati di questi due importanti eventi sono la Fondazione Nicola Trussardi e Hangar Bicocca, ovvero due istituzioni private tra le più illuminate e attualmente attive.

Land Mark (Footprints), 2004 stampa fotografica a colori 80,6 x 66,3 cm da una serie di 24 fotografie, courtesy Allora & Calzadilla

Land Mark (Footprints), 2004
stampa fotografica a colori 80,6 x 66,3 cm
da una serie di 24 fotografie, courtesy Allora & Calzadilla

La Fondazione Nicola Trussardi ha inaugurato il 22 ottobre a Palazzo Cusani a Brera, con la consueta e precisa curatela di Massimiliano Gioni alla scoperta dei gioielli milanesi chiusi al pubblico,

Stop, Repair, Prepare: Variations on ‘Ode to Joy’ for a Prepared Piano, 2008. Courtesy Allora & Calzadilla; Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino; GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino  performance a Palazzo Cusani, Milano photo: Marco De Scalzi

Stop, Repair, Prepare: Variations on ‘Ode to Joy’ for a Prepared Piano, 2008. Performance a Palazzo Cusani, Milano photo: Marco De Scalzi

la mostra Fault Lines di Allora & Calzavilla, duo americano molto conosciuto nel panorama internazionale per la prima volta presente con una personale in un’istituzione italiana. La Fondazione Hangar Bicocca inaugura il triennio che vedrà la direzione artistica di Vicente Todolì con la mostra Islands di Diether e Bjorn Roth.

Due coppie internazionali al loro esordio italiano diciamo ufficiale, entrambe scelte da due super curatori in due importantissime istituzioni private a Milano. I paralleli, in effetti, non finiscono qui: le relazioni tra le due coppie di artisti sono molto forti in entrambi i casi e siglano dei sodalizi estremamente solidi e di lungo

Sediments, Sentiments (Figures of Speech), 2007,  tecnica mista e performance dal vivo, courtesy Allora e Calzadilla

Sediments, Sentiments (Figures of Speech), 2007,
tecnica mista e performance dal vivo, courtesy Allora e Calzadilla

termine: per Allora & Calzadilla si tratta di una scelta precoce che sta portando ottimi frutti, ma Diether Roth è scomparso nel 1998 e già dagli anni settanta aveva iniziato l’insolita collaborazione col figlio, così definita perché è molto raro trovare questo tipo di sintonia tra famigliari in ambito artistico, al punto di condividere la filosofia e l’idea di fondo di tutto il lavoro.

Diether Roth e Bjorn Roth, Islands, installation view Hangar Bicocca, Milano, 2013, foto di Agostino Osio

Diether Roth e Bjorn Roth, Islands, installation view Hangar Bicocca, Milano, 2013, foto di Agostino Osio

L’altro punto in comune è la scelta del mezzo istallativo e di un percorso che ne esalti l’eterogeneità: parliamo di artisti che sperimentano moltissimi linguaggi comunicativi e che stravolgono il concetto tradizionale di artista dedito a un’unica disciplina, perché attratti da quella necessità di sperimentare e crescere. Stiamo parlando di Diether Roth, uno tra i maggiori esponenti delle avanguardie del Novecento, e Allora & Calzavilla, due giovani già ampiamente protagonisti anche del padiglione nazionale statunitense alla Biennale di Venezia nonché di numerose presenze nel sistema artistico internazionale.

Revolving Door, 2011 performance dal vivo Courtesy Allora & Calzadilla performance a Palazzo Cusani, Milano foto Marco De Scalzi

Revolving Door, 2011
performance dal vivo Courtesy Allora & Calzadilla
performance a Palazzo Cusani, Milano foto Marco De Scalzi

La musica è un elemento fondamentale in entrambe le esposizioni: Allora & Calzavilla la rendono essenziale in Fault Lines, protagonista delle citazioni colte in Sediments, Sentiments (2007) e necessaria in tutto il percorso, presente in modo massiccio nelle istallazioni video o performative, così come nel ritmo di Revolving Door (2011). Anche Bjorn Roth dimostra con The Relatively New Sculpture (2013) quanto è fndamentale il suono, al punto da far intervenire dei performer durante l’esposizione a suonare gli strumenti collocati nell’opera, realizzata insieme ai figli per perpetuare la tradizione già iniziata dal padre Diether.

Petrified Petrol Pump, 2012, pietra, allestimento a Palazzo Cusani, Milano

Petrified Petrol Pump, 2012, pietra, allestimento a Palazzo Cusani, Milano

Diciamo che sulla scia dei paragoni, la critica che le coppie di artisti muovono nei confronti della società si muove in direzioni diverse: se il duo americano prende spunto dalla realtà vera e propria e attacca alcuni aspetti della nostra quotidianità, le contraddizioni dell’essere umano o le fonti di ricchezza del mondo occidentale, Diether Roth fa una riflessione più filosofica e spostata nell’intimo del mondo dell’arte, nello specifico sulla durata e la necessità del divenire degli oggetti artistici. Spesso utilizza del cibo a dimostrazione della transitorietà della vita che anche le opere, spesso, dovrebbero essere consapevoli di avere: nello specifico Self Tower è una torre, appunto, composta da numerosi stampi in cioccolato del busto dell’artista, accanto a Sugar Tower, realizzata con forme colorate di stampi

Diether Roth e Bjorn Roth Islands, Installation view Hangar Bicocca 2013, foto di Agostino Osio

Diether Roth e Bjorn Roth Islands, Installation view Hangar Bicocca 2013, foto di Agostino Osio

di zucchero. Si può quindi affermare che l’approccio ai sensi e la solleticazione del ragionamento di queste due mostre prendono direzioni diverse e spostano l’attenzione dal mondo reale a un’idea più universale, dai fatti contingenti all’universalità e viceversa.

La mostra Fault Lines chiude il 24.11.13, la mostra Islands il 09.02.2014.

Diether Roth e Bjorn Roth, Islands, installation view Hangar Bicocca, Milano 2013, foto di Agostino Osio

Diether Roth e Bjorn Roth, Islands, installation view Hangar Bicocca, Milano 2013, foto di Agostino Osio

Dether Roth e Bjorn Roth, Islands, Installation view Hangar Bicocca, Milano 2013, foto di Agostino Osio

Dether Roth e Bjorn Roth, Islands, Installation view Hangar Bicocca, Milano 2013, foto di Agostino Osio 

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