Saluti dal Mart

Ecco, stiamo tornando da un piccolo viaggio a Roma, facciamo scorrere le fotografie scattate in questi giorni lungo il tragitto che ci porta a casa e ce n’è una del Colosseo. Ci siamo ricascati. Possibile che, nonostante le milioni di cartoline stupende e le innumerevoli volte che siamo stati a Roma e abbiamo visto il Colosseo, abbiamo avuto la necessità, ancora una volta, di scattare una foto proprio lì? Magari l’abbiamo anche spedita col nostro smartphone agli amici, la nuova forma delle cartoline. L’abbiamo forse postata su Facebook o twittata, a testimonianza del nostro passaggio da lì.
Se poi, in un secondo momento, arrivati a casa, apriamo la borsa, troviamo delle vere e proprie assurdità: una calamita con la fontana di Trevi per il frigorifero di mia sorella, un ditale da collezione in ceramica per mia madre, una guida di Roma, forse la quarta o quinta, che ci indica ristoranti dove non siamo mai andati e alberghi dove non abbiamo mai dormito, una maglietta I love Roma per mio fratello, una matita presa in un museo per l’ufficio, una borsa di pezza della libreria in Campo dei Fiori che fa tanto radical chic.
Cosa spinge un essere umano a riempirsi di tutti questi dettagli che non gli occorrono, specialmente in viaggio?
Una volta per caso sono finita in casa di un uomo che aveva un’intera libreria, che gli occupava tutta una parete, colma di oggetti feticcio provenienti dai vari luoghi del mondo, una varietà colorata e kitsch di aggeggi assurdi che nessuno di noi acquisterebbe lucidamente nella sua vita quotidiana: da Amsterdam aveva portato una testa di indiano con un’importante peso specifico e delle dimensioni che si fa fatica a giustificare nel salotto di casa.
Il Mart il Museo di Arte di Trento e Rovereto ha iniziato la sua riflessione a proposito del collezionismo in occasione del suo decimo compleanno (che se ci pensi ti viene da dire che il tempo vola e le creature crescono velocemente!) inaugurando lo scorso ottobre La Magnifica Ossessione, un percorso all’interno delle collezioni del Museo cresciute nel corso di questi anni, che anche durante l’allestimento è un continuo divenire, con la sostituzione di pezzi, l’aggiunta di nuovi, i prestiti: una mostra ben curata che segue in modo dinamico la vita e la quotidianità di un grande museo internazionale come questo, da dieci anni appunto, dimostra di essere.
Non soddisfatti, a giugno è stata aperta Andata e Ritorno – Souvenir de Vojage che purtroppo chiude prestissimo, l’8 di settembre.
Questo allestimento a cura di Nicoletta Boschiero, Veronica Caciolli, Daniela Ferrari, Paola Pettenella, Alessandra Tiddia e Denis Viva, ovvero di un vero di team, è un progetto che ruota attorno all’idea di viaggio e a tutte le sue implicazioni: il mondo delle fotografie, le cartoline, la grafica promozionale di inizio novecento, le panoramiche dell’800 di Roma o Venezia, degli strani oggetti, lettere dei nonni, disegni e tante palle di vetro con la neve.
I souvenir, quelli dei negozi che hanno invaso Piazza San Marco e Montmartre, quelli che non sai perché ma ne compri sempre almeno uno, le cartoline che sono state sostituite dagli sms, le fotografie.
Gli interventi di numerosi artisti, alcuni fortunatamente al di fuori dei vertici delle leggi di mercato, si mescolano a un repertorio ossessivo di oggetti che ci riporta alla mostra principale del museo, perché qui il dialogo è fondamentale non solo tra il pubblico e l’istituzione, ma anche tra i vari piani dell’edificio.
Andata e Ritorno è un’operazione davvero riuscita, non troppo criptica, ironica, appassionata e convincente, in cui tanti piani di comprensione sono a disposizione dei visitatori, le dimensioni della visita sono proporzionate e la selezione delle opere e delle non opere creano un quadro completo della suggestione che la curatela vuole imprimere nel suo pubblico.
Uno degli accenti che vanno messi, infine, va sulla scelta tematica: il viaggio, il souvenir sono temi estremamente praticati nella storia dell’arte e degli allestimenti, ma come spesso accade, non sempre parlano delle persone e della loro vita, sono per lo più scelte che devono convincere gli addetti al settore e fare l’occhiolino alla critica, mettendo i nomi giusti, le opere più in voga: il Mart ancora una volta dimostra la sua competenza offrendo una visione di questo tema che consente di avere una panoramica sulle persone e sulla vita e contemporaneamente di essere pensiero. Raro, soprattutto per un’istituzione.

Sito ufficiale del Mart

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Photo courtesy Mart – All rights reserved.

2 Comments

  • Rispondi settembre 2, 2013

    Giovanni

    Peccato leggerTi solo ora, e non poter partire per Rovereto prima dell’8 settembre!

    • Rispondi settembre 2, 2013

      pieracristiani

      Dovresti seguire il blog così ti arriva una mail a ogni pubblicazione. Basta cliccare su Iscriviti.

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