Il gigante e la bambina.

La scelta del confronto generazionale è una strada che viene sempre più battuta: la scelta di accostare storia e contemporaneità tramite artisti affermati ed emergenti è una pratica che consente di aprire strade, menti, momenti.
La Galleria Bianconi di Milano ci apre un’interessante finestra sulla scultura in ceramica, mezzo espressivo che sta fortunatamente riprendendo piede da quando nella Biennale di Venezia del 2009 Bertozzi e Casoni hanno dato un’ampia dimostrazione del virtuosismo tecnico che questa materia può offrire.
I protagonisti della mostra, che si pone come prima tappa del progetto Mind The Gap!, sono Carlo Zauli (Faenza, 1926-2002) e Cheryl Pope (Chicago, 1980).
Del primo si può dire che incarna la modernità italiana di respiro internazionale della scultura in ceramica: a partire dagli anni cinquanta questo straordinario artista ah collezionato premi e riconoscimenti che hanno sempre reso giustizia alla sua assidua e maniacale ricerca di una perfetta sintesi tra plasticità, materia ed estetica. Qui, in particolare, un’inedito assembramento di opere che spaziano dai Geometrici alle famose Zolle, ci offre una panoramica sorprendente della capacità innovativa che questo straordinario artista offre.
In rappresentanza della gioventù emergente Cheryl Pope, americana trentenne dal sorprendente curriculum, visibile direttamente nelle scelte estetiche: oggetti in ceramica trovati nei mercatini, nel tanto fashion second hand, soprattutto stoviglie, sono stati uniti a formare i Tops, delle trottole divertenti e assolutamente innovative sul piano comunicativo perché delicata e raffinata sintesi tra una tradizione di questa materia, assai consolidata nella produzione di oggetti di uso quotidiano, e una contemporaneità che riesce a stravolgerne la funzione introducendo sia il gioco che una decontestualizzazione dell’oggetto in perfetto stile avanguardistico.
In accostamento il video Stacks, dove una donna nevrotica e compulsiva continua ad accumulare oggetti in ceramica, anche in questo caso stoviglie, in modo disordinato e veloce, provocandone spesso la caduta oltre a una inevitabile riflessione sul femminile dentro le mura di casa, su quanto si sia modificato e come, o se resterà sempre ancorato a questa storia.
Il parallelo tra i due risulta forzato perché al di là della comunanza materica francamente non è immediata la spiegazione che sia sul piano biografico, nelle scelte estetiche o tecniche. Probabilmente si sono concentrati sullo scarto generazionale, e va comunque molto bene.
In ogni caso, di Zauli è nota la fama e la qualità, ma la giovane Pope credo meriti di essere seguita nel suo percorso già estremamente promettente.
Fino al 12 gennaio alla Galleria Bianconi di Milano.

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Sito della Galleria Bianconi
Sito del Museo Zauli a Faenza
Sito di Cheryl Pope

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1 Comment

  • Rispondi novembre 6, 2012

    Bricolage

    che lavori particolari e minuziosi!

    ps. ho avuto possibilità di presentare l’opera Chicco House di Bertozzi e Casoni, diversi anni fa. Le reazioni delle persone erano sorprendenti, quando si svelava che tutto quello visto era ceramica. Ho veramente dei bei ricordi.

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