Il ritratto contemporaneo di Robert Wilson a Torino

Bob Wilson. Sì, il pilastro della regia teatrale, proprio lui. L’uomo che gioca con le diverse forme artistiche e tecnologiche per creare arte.
In mostra a Torino a Palazzo Madama fino al 6 gennaio 2013, ha esposto una serie di ritratti digitali raffiguranti personaggi dello spettacolo più o meno noti e specie rare di animali.
Il tutto è stato inserito in un tessuto di ritratti storici, dalla nascita di questa prassi al settecento, attingendo dalle diverse collezioni permanenti.
La scelta del manifesto vede rappresentato un Brad Pitt in boxer sotto la pioggia che di sicuro farà entrare a palazzo anche una serie di fanciulle convinte di incontrare un’operazione diversa.
Tuttavia, la mostra appare eccezionale: Wilson ha scelto soggetti appartenenti al suo mondo, ovvero personaggi noti al grande pubblico, li ha messi a nudo della loro popolarità, li ha spogliati delle loro abituali vesti e ha distrutto il loro abito tradizionale, per poi rivestirli secondo la sua visione quasi prettamente onirica.
La media qualitativa di questi ritratti è molto alta, soprattutto dal punto di vista tecnico e per l’impiego di mezzi recitativi in ognuno di essi.
A queste razze umane elette, vengono accostate alcune specie animali in via di estinzione che occupano quasi totalmente la sala del senato, in una disposizione concentrica di grandissimo impatto emotivo.
Il complesso dell’operazione è di grande successo, però ci sono delle sottolineature da fare.
Partirei da alcune scelte: la pioggia che cade su Brad Pitt fa automaticamente pensare al collega Bill Viola e risulta un pochino fastidiosa inserita in quel contesto; Johnny Depp vestito in modo ambiguo e femminile è un richiamo un po’ troppo scontato al film Ed Wood di cui fu protagonista; Salma Hayek in versione diva degli anni trenta è un po’ noiosa considerato il marito che ha (e per questa ragione è presente nella ritrattistica contemporanea in modo un po’ troppo insistente); le farfalle sulle spalle di Zhang Huan sono una scelta fin troppo inflazionata nel contemporaneo post Hirst; la scritta che compare sul volto di Gao Xingjian è un po’ scontata per un artista di questo livello; usare l’iconografia di San Sebastiano per il ballerino Mikhail Baryshnikov scade un po’ nell’iconografia omosessuale più banale, forse.
Tolti questi dettagli e il fatto che i riferimenti con l’antichità sono davvero pochi rispetto alla massiccia presenza di opere dalle collezioni torinesi, il resto è sensazionale: primo posto assoluto per Steve Buscemi, in assoluto l’opera più riuscita per ironia e colore, seguito da Suzushi Hanayagi per la dolcezza poetica e Isabella Rossellini totalmente lontana dalla solita sua vecchia immagine (e decisamente più interessante che nelle campagne pubblicitarie di Bulgari di questo autunno inverno). Riuscita anche la Moreau, deliziosa la Faithful e soprattutto assolutamente riuscito il contrasto cromatico delle figure animali, che con accostamenti pop ci portano nel mondo delle favole, come la maggior parte di queste immagini.

Sito di Robert Wilson
Sito di Palazzo Madama a Torino

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