Per inciso

Si non è che l’incisione sia il trend del momento: chiunque si occupi di contemporaneo normalmente guarda a questa tecnica con un po’ di scetticismo per i suoi echi antichi da sturm und drang e le sue tematiche retró da paesaggi e animali ricchi di dettagli. Moltissimi artisti del passato si sono divertiti con questa tecnica raffinata e virtuosistica, ma non è esattamente la più acclamata tra gli addicted del contemporary world.
Fate quindi una bella passeggiata in Via Porta Pile a Brescia presso lo studio IN LIMBO dove potrete trovare una selezione di opere di Paolo Petrò. In realtà questo luogo comunica, grazie a una corte interna, con lo studio degli architetti Pedrali e Rossini.
Le opere raccolte in Cattedrali, titolo della mostra, sono tutte incisioni eseguite a puntasecca e con lastre di PVC, una scelta insolita.
Lo stupore di questi pezzi sta nel fatto che una tecnica estremamente tradizionale diventa un curioso medium per l’ispezione di tutti quegli spazi dismessi che popolano il nostro territorio (per cui io ho un debole conclamato): spazi industriali dismessi, vecchie aziende di cui, spesso, è rimasto solo lo scheletro. Se si ha la fortuna di accedere a questi luoghi dismessi è facile capire perché un’esposizione con questo tema centrale sia stata intitolata così: questi posti godono di un silenzio sinistro e insolito, sono generalmente di grandi dimensioni e stranamente spirituali, hanno un che di sacro.
Tutte queste sensazioni sono percepibili nel lavoro di Paolo Petrò.
Le sue opere oltre all’innovazione tematica offrono una dimensione insolita per le incisioni ottenuta con il collage: parti del disegno principale combaciano, ora una e ora l’altra, ora maniacalmente coincidenti, ora con quella leggerissima sfasatura che le rende uniche. Il risultato finale di questo elegante patchwork è un senso del dinamico che non infastidisce affatto, che spezza la routine monocromatica creando una perfetta sintonia con questi spazi abbandonati, irregolari, in decadenza, quasi come se le formelle, se così possono essere definite, possano danzare non viste in questi spazi di libertà e per merito della puntasecca.
La stampa è fitta, vera, aggrovigliata e ricca di dettagli tipici della tradizione incisoria.
Un lavoro pieno di precisioni e imprecisioni deliziose, di dedizione, di osservazione e di silenzi.
Unica pecca: l’inaugurazione offriva troppe distrazioni alla contemplazione tra cibo e musica, ma fa parte del gioco (e tutti sanno quanto io non ami i contorni).
Merita una visita.

Sito di Paolo Petrò
Link di IN/ LIMBO
Link dello studio Pedrali e Rossini

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