Elettori ed eletti: Artematica e il MAXXI sono così distanti?

La vicenda del MAXXI non si discosta da quella di Artematica.

Le implicazioni sono le medesime: denaro e politica, tra l’altro il secondo parametro è nettamente sottomesso al primo, ormai.

Di cosa ci si stupisce? Abbiamo fatto anni a non vedere, a parlare del contemporaneo come un’entità inconoscibile dalle persone al di fuori di quel sistema solo perché prive di cash o perché troppo ignoranti, troppo semplici. Ah, a me l’arte contemporanea non piace affatto, non ci capisco niente. Senza aver mai visto.

Abbiamo costruito dei templi in cui le opere, come reliquie, vengono esposte senza nessuna interazione reale, senza interesse, senza un coinvolgimento diretto di una serie di persone che tutti i santi giorni determinano quale sia il target televisivo, quali riviste si leggono di più, quali sono le cose che si mangiano di più, i luoghi che si frequentano, i viaggi più ricorrenti.

Sono le stesse persone che votano, tra l’altro.

A questi per troppi anni abbiamo fatto credere che le borsette di Dolce e Gabbana fossero più importanti di un buon libro, abbiamo dato loro il potere di spesa in oggetti inutili, magari belli, ma non necessari, abbiamo fatto credere loro che quello fosse il modo per essere dei fighi.

Noi abbiamo continuato a leggere, a studiare, a frequentare la nostra cerchia, spesso disprezzando questa fantomatica massa e arrogandoci anche il diritto di decidere cosa fosse giusto, bello, adatto. Dando anche per scontato che questa massa non avesse in mezzo degli individui.

Dal lato opposto degli elettori ecco gli eletti.

La qualità di questi soggetti è andata in degenero libero, da un lato perché sono state lentamente estinte le scuole di partito, dall’altro perché la presa sulle persone l’avevano soprattutto i possessori di denaro per cui perché diventare pazzi?! Tu, che fai il macellaio e hai una buona disponibilità economica, puoi portar soldi al partito, ti paghi parte della campagna elettorale e sei il simbolo dell’apertura del mondo politico al mondo reale. Non che un macellaio non sia una brava persona, ma l’investitura politica richiede sacrificio, studio, dedizione, preparazione. Richiederebbe anche senso degli altri e cultura.

Chi non pensa che queste due cose siano connesse ha un problema.

Lo stato, anzi lo Stato, dovrebbe garantire un livello di cultura che favorisca la crescita di una popolazione. Invece il nostro stato si preoccupa di mantenere rapporti compromessi, privilegi, situazioni pubbliche stagnanti.

Per questo la contraffazione dei dati di una mostra, anzi di due mostre, come si è scoperto a Brescia da parte di Artematica e dell’assessore alla cultura non è così distante dalla nomina di un ex ministro a direttore di un museo che è in crisi sparata: l’Italia ha bisogno di professionisti qualificati, di competenze, di figure che si sono conquistate una specificità nel tempo e negli anni, non di cariche scadute e incapaci di starsene a casa.

Vogliamo che anche la cultura acquisisca il ruolo importante che le spetta e non resti il passatempo di ricchi e politici annoiati!

 

5 Comments

  • Rispondi ottobre 23, 2012

    Bricolage

    Sono d’accordo con te su molti dei punti elencati.
    Forse, se permetti, ti contesto solo il concetto sul macellaio.
    Egli può fare il politico, basta che s’impegni tanto quanto ha investito nella sua professione.
    I rappresentanti del popolo possono venire dal popolo, soprattutto se hanno una concretezza sana e un’agire pragmatico.

    • Rispondi ottobre 23, 2012

      pieracristiani

      Non è un discorso classista, assolutamente. L’energia del popolo è fondamentale, ma la professionalità richiede studio e applicazione costanti, oltre a un’adeguata formazione. Era un esempio brutale che mettesse in luce le mille non professionalità che hanno invaso la politica italiana negli ultimi vent’anni soprattutto.

      • Rispondi ottobre 23, 2012

        Bricolage

        Certo, ho capito le tue posizioni.
        Credo però anche che ci possono essere più direzioni per una stessa via, che magari non è detto siano sbagliate.

  • Rispondi ottobre 23, 2012

    Bricolage

    grazie.

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