Vintage firmato Maier

Sono campanilista. E non solo, sono sfacciatamente una fan sfegatata della Galleria dell’Incisione. Non vuole essere una marchetta, spero la vita me ne scampi, ma è indiscutibile la superiorità di questo spazio anche solo limitatamente al territorio bresciano.
Non solo dal punto di vista qualitativo, ma anche per via del fatto che la ricerca è un motto fondamentale nell’operato della gestione: non troviamo prezzi vertiginosi, non troviamo artisti superstar, non ci sono buffet super forniti alle inaugurazioni, c’è soprattutto quello che serve a chi opera in questo settore: l’arte.
Ieri ha inaugurato una mostra fotografica che è uno spaccato umano dell’America degli anni cinquanta e sessanta. L’autrice di queste immagini, Vivian Maier, è una donna che per tutta la vita ha fatto la babysitter e che aveva proprio questa passione che sembra non essere mai stata svelata. La scoperta è avvenuta con la sua morte.
Una storia davvero d’altri tempi in un momento in cui la corsa all’essere famosi sta toccando dei picchi molto alti e il più delle volte imbarazzanti.
Bisogna dire che l’immortalità che questa donna si è conquistata è forse anche un premio per la sua riservatezza.
Di fatto, la Galleria dell’Incisione ci propone una trentina di scatti, ottenuti con grandissimo impegno e lunghe trattative oltreoceano, esposti per la prima volta in Italia.
Spesso i soggetti sono i maggiori interlocutori della Maier, i bambini, ma è altrettanto sorprendente trovare uno spaccato della società così azzeccato, profondo, delicato. New York negli anni cinquanta nel nostro immaginario di Colazione da Tiffany sta dentro le numerose viste che la Maier, con sorprendente talento, ha saputo catturare.
E non solo. Si perché la forza di queste fotografie sta nella poesia che evocano, nella capacità dei ritratti di rendere gli occhi quello specchio dell’anima tanto nominato tra i luoghi comuni, di mostrare una donna che lavora e cogliere una fatica di cui non si può lamentare, di vedere le lacrime vive dei bambini, di vedere le ombre che come timidi autoritratti danno forma all’immaginazione.
Si allegheranno fotografie a questo articolo, ma nulla come la visione diretta può render loro giustizia e a noi grazia, curioso binomio sempre più raro e vintage, proprio come queste foto.

Sito della Galleria dell’Incisione

Sito ufficiale di Vivian Mayer

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4 Comments

  • Rispondi settembre 30, 2012

    AnnaLisa

    Condivido, Chiara Padova non delude nelle sue scelte e questa mostra emoziona!!

  • Rispondi settembre 30, 2012

    Alberto

    É di certo una delle poche occasioni che riguarda la facoltà e la forza del bello.
    Elegante, sobria, contestualizzata bene in un posto che ha una poesia morbidissima.
    Brave, bella.
    Alberto

  • Rispondi ottobre 2, 2012

    pao

    Siamo andati a vedere la mostra domenica. Fotografie stupende esposte in un luogo elegante e accogliente come da tradizione. Che bella scoperta Vivian Maier! pao & gio

  • […] Piera Cristiani scrive sul post dell’evento Fèr […]

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