L’infinito sonoro di Carsten Nicolai

L’Hangar Bicocca é sempre un salotto meraviglioso.
Le ristrutturazioni non fanno che renderlo sempre più accogliente come ricettività e come polo espositivo, pur mantenendo quell’identità che lo rende uno spazio di lavoro sia nella storia che oggi.
Da quando la direzione artistica é stata poi affidata a Chiara Bertola, la qualità é sempre garantita: troviamo certamente nomi internazionali, ma non c’è mai quel parterre da star system.
Si perché Chiara Bertola ha un senso profondo dell’arte, non abbandona mai le redini della ricerca neppure davanti al grande pubblico.
In questa occasione la scelta curatoriale é caduta su Carsten Nicolai, artista di quella Germania dell’est che si legge sulle facce come la sua, noto sulla scena musicale dance con vari psudonimi per il tratto sofisticato, ha spaziato sempre nella ricerca sonora e virtuale dando risultati sorprendenti.
In questa occasione abbiamo l’istallazione Unidisplay, un lungo video di quasi cinquanta metri che riporta dei loop visivi che ricordano gli equalizzatori: una vasta scelta di queste stilizzazioni visuali del suono viene proposta in serie, a modulo, e a turno ne viene selezionata una che riproduce tutto il mini percorso a linee, pallini, onde. Sostanzialmente é come avere una vera e propria raffigurazione sofisticata del suono.
Il tutto viene accompagnato da una specie di ronzio e a sua volta completato, in tempi associati al modulo, da una vibrazione della panca sopra la quale gli spettatori sono invitati a sedersi per godere dell’opera.
La dimensione spaziale viene ulteriormente dilatata da due specchi posti agli estremi del video che conferiscono a questa visione la potenza dell’infinito.
Un capolavoro, questo di Carsten Nicolai, che consente di dare una bidimensionalità al suono: la vista di queste ripetizioni sintetiche, nevrotiche e ossessivamente speculari consente un affondo ipnotico nella quotidianità del mondo virtuale, un viaggio isterico nei pixel, una dimensione assurda nelle modalità ultracontemporanee del mondo computerizzato da cui siamo totalmente assuefatti.
Contemporaneamente, questa percezione diretta e sensorialmente espansa del suono offre una scelta di astrazione dal mondo reale: sono i benvenuti gli ossessionati dalla ricerca virtuale, dai social network, dall’information technology del nostro primo decennio del ventunesimo secolo.
Carsten Nicolai all’inaugurazione é timido e impacciato come solo i veri artisti sanno essere, Chiara Bertola é una gentile ospite di una casa troppo grande e lo sfondo offre sempre una visione onirica dei sette palazzi celesti di Kiefer.
Se l’arte toccasse sempre queste vette anche nelle esposizioni pubbliche saremmo una nazione vincente: godiamo del fatto che alcune illuminate realtà private ci lascino gustare un po’ di eccellenza e confidiamo nella contaminazione virale su tutta la nostra amata penisola!

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1 Comment

  • Rispondi ottobre 2, 2012

    Momographica

    Sono proprio contenta che abbiano messo a posto come si deve questo splendido spazio. L’avevo visitato qualche anno fa per una mostra di video artisti e onestamente era messo un po’ maluccio (raggiungerlo poi era stata un’impresa!). Dalle foto denoto che é migliorato parecchio. Ne sono contenta!

    Il binomio luci/suono é di certo uno dei miei preferiti. Non conoscevo Carsten Nicolai , é un piacere poter conoscere i suoi splendidi lavori. Grazie per averlo recensito!

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