Lettera d’amore per l’arte

L’associazione AMACI, nella persona del presidente Beatrice Merz, lo scorso mese ha chiesto un’audizione al consiglio dei ministri per parlare della situazione culturale italiana facendo un focus sull’arte contemporanea.
L’Associazione Musei di Arte Contemporanea Italiani svolge un’attività capillare da diversi anni per promuovere senza fini di lucro l’arte contemporanea dei musei e dei centri culturali che vi aderiscono.
Ha istituito la giornata del contemporaneo il 9 ottobre, per celebrare con iniziative e ingressi gratuiti la fruizione e la conoscenza dell’arte contemporanea.
Lo scorso mese questa importante associazione ha stabilito la necessità di consultarsi con il consiglio dei ministri per poter definire alcune questioni importanti che stanno penalizzando tutto il mondo della cultura e anche dell’arte in particolare, dettato da grosse problematiche in seguito ai provvedimenti economici presi negli ultimi anni: la situazione che lascia in prognosi riservata il Madre di Napoli, che ha costretto il Cam di Casoria a bruciare le opere per non svenderle in atto di protesta, che ha quasi commissariato il Maxxi di Roma per il bilancio negativo, in realtà porta molti più esempi di istituzioni in cui i direttori artistici sono costretti a rivedere ogni singola scelta a causa della mancanza di sostegno da parte dello stato non solo in questi ultimi anni, ma da troppo tempo e non imputabile esclusivamente alla famigerata crisi internazionale.
In realtà non solo il consiglio dei ministri non ha fissato un incontro dalla data del 17 aprile, ma non ha neppure mandato una risposta ad AMACI.
Segnale sintomatico.
A questo punto l’associazione ha deciso di tentare di rivolgersi al Presidente della Repubblica, in forza della sensibilità culturale dimostrata nei confronti dell’arte e della cultura in molte occasioni.
Per prima cosa mi sembra fondamentale sottolineare che la tenacia che AMACI sta dimostrando è sintomo di una profonda passione per uno stato che al momento sta facendo fatica a far leva sui valori nazionali della sua gente così disillusa.
Poi mi permetto di replicare subito a coloro che sostengono che con tutti i problemi che ci sono in Italia oggi, come la disoccupazione e la pressione fiscale, nonché il debito pubblico, non si ha tempo da dedicare all’arte: ebbene signori, ricordiamoci che la politica rinascimentale che ha reso celebre l’Italia nel mondo ha visto investimenti massicci in cultura e arte da parte dello stato e un grande interesse della popolazione per una maggior consapevolezza. Non possiamo continuare a sperare di risalire dalle macerie senza offrire agli italiani un appoggio che oltre ad avere un valore fondamentale dal punto di vista storico, rende una popolazione più civile e più consapevole: la svalutazione delle istituzioni può ripartire da un rafforzamento culturale della popolazione per riconquistare fiducia e scansare almeno parzialmente la fuga di forze all’estero.
Va anche aggiunto che il potenziamento delle strutture a cui l’arte si appoggia potrebbe risultare un ottimo sbocco professionale per una massiccia fetta di popolazione.
Non si può continuare ad alimentare una tendenza ignorante così smaccata, è fondamentale muoversi per ottenere una popolazione più fiera e consapevole che possa essere in grado di scegliere dei leader politici che guardino a un futuro e non pensino esclusivamente al proprio interesse.

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