La tre giorni dei new media a Venezia inizia domani 3 maggio

Per tutti quelli che si sentono vecchi. Per tutti quelli che concepiscono l’arte solo come espressione figurativa, anche chi fatica a concepire la scultura a tutto tondo. Per chi crede che la scultura sia solo lignea o di pietra. Per quelli che amano solo gli oli da casetta con la neve. Per quelli che l’espressionismo astratto non l’hanno mai capito ma davanti a un Pollock si commuovono. Per quelli che l’istallazione anni novanta è troppo. Per quelli che è sempre tutto troppo. Per quelli che la vena artistica non ce l’hanno. Per quelli che l’arte è solo la loro.
Signori, prendete un treno, un’auto, ma soprattutto un vaporetto e approdate nella Serenissima in tempo per la seconda edizione del Toolkit Festival, chiamata Sistemi Reagenti.
Domenico Quaranta, Valentina Tanni e Debora Ferrari hanno selezionato gli artisti in mostra in un range di ben ottanta risposte internazionali al bando indetto, segno dell’affermazione che i new media stanno avendo nel panorama artistico.
Toolkit è un vocabolo che fa parte del gergo informatico e sta a indicare un insieme di elementi softweristici di base il cui assembramento consente di generare prodotti complessi.
Già la scelta del nome è quindi indicativa di un ambito estremamente contemporaneo: l’interattivita dei new media è stata relegata all’ambito virtuale fino a non molto tempo fa, si parla di una manciata di anni, ma sta prendendo piede con una rapidità sorprendente perché incarna un linguaggio giovane, fresco, nuovo e che v a toccare uno degli aspetti più quotidiani, quello informatico, trasversalmente connesso al lavoro, all’evasione, alla comunicazione.
Sintomatica dei tempi, spesso rapida nella fruizione, questo tipo di arte ha un bacino di utenza talmente ampio che troviamo questo festival a celebrarla, nella città che come al solito in Italia dimostra la maggior ricettività per quanto concerne le novità espressive e la volontà di offrire degli spazi. E in effetti quest’anno gli spazi che vengono occupati dal festival sono più numerosi, anche per dare favorire le differenti sezioni, tutte caratterizzate da modalità espressive diverse: performance, installazioni, musica elettronica suonata e danzata, workshop, tecniche di progettazione architettonica digitale.
La curiosità è grande anche per chi si dimostra scettico nei confronti di questo linguaggio, che spesso è in grado di riservare sorprese non indifferenti anche per gli approcci più classici.
Uno degli aspetti più sorprendenti è quella trasversalità della new media art a cui si accennava prima e che l’arte ha saputo, come sempre, riconoscere e indagare preventivamente: questa forma sta ormai superando anche tutta la video arte che impazza nei musei e nelle gallerie, con la stessa prepotenza che i video ebbero allora, con lo stesso scetticismo da parte della critica, con la stessa immediatezza.

Sito del Toolkit Festival
Promo del festival su Vimeo

20120502-224417.jpg

Be first to comment

Rispondi