Imparare a volare da Roberto Ciroli

Quando ho conosciuto Roberto Ciroli qualche anno fa la cosa che mi ha colpito maggiormente di lui è che nel parlargli non usa perifrasi o frasi da inaugurazione: Ciroli è un artista che parla dell’arte in modo semplice e diretto, con umiltà e passione, senza infervorarsi, ma trasmettendo una calma consapevole e rara.
Le sue opere presuppongono dei materiali semplici, assemblati in modo originale ed elaborato e volti a creare un effetto sorpresa davvero particolare. Non è un’arte comune, la sua, fatta di istallazioni che coinvolgono la cartapesta, il ferro, a volte il nylon, altre volte materiale di recupero.
Con una grande capacità tecnica, Ciroli mette insieme questi elementi e crea dei piccoli teatrini che fanno sorridere, riflettere, catturano l’attenzione, creano discussioni interiori.
Non molto tempo fa, Ciroli mi parlava di un suo progetto di riuscire a far volare le sue opere. Non so esattamente se ne posso parlare pubblicamente oppure no ma è una scelta curiosa.
Questa sua ricerca della sospensione delle opere ha insinuato una curiosità estrema che lo fa scavare in continuazione: artista duro e puro, Roberto Ciroli non si ferma, prosegue il suo percorso senza compromessi, pieno di ostacoli dettati dal tempo, dagli spazi, da un valore dal gusto estremamente raffinato e poco commerciale che gli comporta dei rallentamenti per la mancanza di fondi da destinare la sua ricerca che sfiora anche le leggi della fisica.
Nel mentre è riuscito a indagare, a suo modo, il rapporto dell’uomo col volo, dalle altalene, a surreali dirigibili, biplani, rapporti di pesi ed equilibri in cui la fragilità dell’essere umano viene messa a nudo con ironia e un profondo senso di bellezza, sottile, delicata, profondamente umana.
L’esito è piuttosto interessante perché le opere di Roberto Ciroli sono estremamente ariose, piene di piccoli giochi con cui il visitatore può interagire, sempre con un tocco leggero, sempre con un occhio curioso, sempre di grande respiro e di forte impatto visivo.
Le istallazioni di Ciroli sono come lui, uomo discreto, sensibile, puro, che fatica a rapportarsi con un sistema a uno stadio avanzato di decomposizione a causa dell’ossessione per il business, un artista che non smette di interrogarsi sulle regole del fare arte e del parteciparvi, che non sente la necessità di andare a imbarazzanti e sovraffollate vernici, che non vuole fare apprezzamenti che non gli appartengono. Un uomo di altri tempi e di grandi ideali, disposto a riversarli nella sua arte grazie alla sua privilegiata capacità espressiva.
Per un solo giorno è possibile visitare le sue opere alla Scuola Internazionale di Comics a Brescia in corso Cavour 17/a la sera del 12 maggio. Vale la pena di andare e parlare con lui, vedere questi goffi omini che si cimentano con uno sforzo al pari del grande Leonardo per volare verso i loro sogni e i loro desideri.

sito di Roberto Ciroli

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1 Comment

  • Rispondi maggio 17, 2012

    pao

    Mi spiace che io non sia riuscito a fare una visita alla mostra. Però ho visitato il bel sito e devo dire che l’impatto è forte. Le sue sculture appaiono straordinarie. Assonanze con uno dei miei scultori preferiti, Fausto Melotti, anche nella propensione ai titoli evocativi, con una maggiore vena ironica.

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