Il latte versato

Che il pericolo sismico ci sia lo sappiamo. L’Italia è un territorio difficile da questo punto di vista in quanto penisola.
Questo non impedisce la mancanza di interventi di manutenzione da parte delle istituzioni ormai dedicate alla ricerca di una nuova tassa (pare venga introdotta una nuova imposta sul numero degli strappi della carta igienica), una manutenzione che dovrebbe salvaguardare il patrimonio artistico che in teoria questo paese, il nostro paese, possiede. Almeno a detta degli stranieri che decidono di trascorrere le vacanze visitando l’Italia, cosa proibita agli italiani per i costi vertiginosi delle nostre ridenti e splendide località.
In realtà se vogliamo dire tutto, si dovrebbe pensare di smettere di costruire a raffica, in parte per le deturpazioni territoriali, ma anche perché gli edifici restano invenduti e si deteriorano, dato che nessuno li offre alle persone che ne avrebbero bisogno. Oppure almeno si dovrebbe costruire con criterio, quantomeno secondo delle prassi che possano impedire un crollo così immediato come quello visto la scorsa settimana.
Facciamo però un passo indietro e pensiamo ai crolli di Pompei. Non risalgono a terremoti né sono imputabili a calamità naturali: gli edifici antichi di Pompei sono caduti a pezzi perché non é stata adoperata alcuna cautela nella loro manutenzione.
Per cui inviterei tutti gli storici e gli operatori del mondo dell’arte a non piangere sugli edifici crollati, sul patrimonio artistico che rappresenterebbe l’identità della nostra popolazione, ma a riflettere su come aiutare la gente coinvolta, a riflettere sul fatto che quattro dei sette morti di questo giro stavano lavorando in fabbrica, cosa che di artistico ha ben poco, a riflettere che oltre alle speculazioni elettorali non si è andati e dal 2009 il centro de L’Aquila, un posto incantevole, è ancora distrutto e dimenticato.
Per cui mettiamo da parte le ipocrisie sulla bellezza e accettiamo che lo spred vince contro il bello, che una volta sistemati gli sfollati i campanili possono restare giù, che a distruggere l’Italia e il suo patrimonio non sono i terremoti.

3 Comments

  • Rispondi maggio 24, 2012

    fausto salvi

    purtroppo vero..

  • Rispondi maggio 24, 2012

    paolacristiani

    si può essere afoni senza per questo essere privi di pensiero

  • Rispondi maggio 26, 2012

    pao

    Cara Piera, concordo. Che palle quegli ipocriti piagnistei sul patrimonio artistico perduto.

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