L’arte del disegno nella sua semplicità

È innegabile che spesso si cerchi una semplicità, nell’arte, che non c’è o non si riesce a rendere.
La semplicità manca nei messaggi dell’arte concettuale che in realtà spesso è fatta da elementi estremamente semplici, quasi per contrapposizione.
Oppure manca nella dimensione macroscopica di alcune opere che sembrano poi tanto immediate: si pensi ai tempi e alle tecniche della scultura, della pittura a olio.
Oppure manca perché la semplicità spesso si accompagna a un equilibrio che in una società veloce e iper produttiva è difficile da trovare.
Il disegno è un mezzo che spesso viene snobbato negli ambienti artistici per lasciare più spazio a delle opere che vengono realizzate con tecniche più accreditate nel mercato. Tante volte il disegno è considerato l’anticamera dell’opera, spesso è davvero uno studio, un momento propedeutico.
Franco Matticchio è un artista che ha fatto del disegno la sua tecnica elitaria, in parte grazie al fumetto, ambito in cui Matticchio è conosciuto a livello internazionale (vanta anche una copertina sul New Yorker, collaborazioni con le migliori testate nazionali e collaborazioni con le più importanti case editrici), in parte perché questo è proprio il suo modo.
Disegni sparsi è il titolo della mostra che ha inaugurato domenica 15 aprile alla Galleria dell’Incisione di Brescia che terminerà il 15 di maggio e che raccoglie disegni realizzati in una quarantina di anni.
L’artista, con la sua bella faccia e il suo sguardo aperto, era presente. Si è anche reso disponibile a degli schizzi improvvisati sulle locandine per i fortunati cultori e amanti della sua opera.
La stessa semplicità del fare schizzi gratuiti a un’inaugurazione è riscontrabile nella sua opera: i disegni di Matticchio attingono da un immaginario fiabesco da cui prende alcuni personaggi: essi vengono inseriti nella nostra every day life e con uno sguardo delicatamente ironico ne sottolineano gli aspetti più esasperati o consueti, per noi ormai assolutamente integrati nella realtà, per offrire un diverso punto di vista.
Troviamo teenager e animaletti vari in relazione con oggetti e abitudini, ma anche la trasposizione di figure retoriche, la scelta di corrispondenza insolita tra parole e immagini, un gioco divertente e quasi infantile, ma di una genuinità che varrebbe la pena non perdere crescendo.
I colori sono accesi, il tratto leggero, a volte distante, lascia un sorriso delicato a fare da contorno alla situazione, le labbra appena tirate, uno strano retrogusto.
La Galleria dell’Incisione offre sempre una buona alternativa per i cultori del contemporaneo a Brescia, garantendo un alto livello qualitativo e una scelta non convenzionale, accostata a una ricerca che spesso va, fortunatamente, al di là delle scelte che il mercato dell’arte impone. Uno storico spazio bresciano, straordinariamente bello e persino dal contesto insolito, che rispecchia pienamente l’eleganza della gestione Fasser.

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6 Comments

  • Rispondi aprile 20, 2012

    daniela

    ci devo proprio andare!

  • Rispondi aprile 21, 2012

    paolacristiani

    molto vicino a me
    penso che andrò a farci un giro

  • Rispondi aprile 21, 2012

    pao

    Ci andrò anch’io. Grazie della segnalazione. Alla Galleria dell’Incisione ho sempre visto cose bellissime.

  • Rispondi aprile 23, 2012

    Enrico Ranzanici

    è come esserci andato… ma ci andrò. Appoggio ogni tua parola e ogni virgola sulla “semplicità” e sull’ “immediatezza”. E pure su quel luogo e quella personalità che ospitano la mostra

  • Rispondi aprile 23, 2012

    pao

    Ecco, si è andati giusto ieri pomeriggio. Una mostra davvero piacevole, con l’onore di essere stati accompagnati passo passo nella visita dalla mascotte della galleria, il grosso cagnolone Nina. Chiacchierando con la gentilissima proprietaria, ci si è anche permessi di fare un po’ di meritata pubblicità a CAMpiTURE e all’arguta signorina pi.

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