L’arte dei boschi

Si parcheggia a Borgo Valsugana e si parte. Già subito si incrociano delle istallazioni lungo il bosco, interventi discreti ma potenti, tanto per usare un ossimoro.
Siamo ad Arte Sella. Il Trentino è una regione in cui la sensibilità per l’ambiente viene messa ai primi posti, per cui una scelta come questo allestimento diventa un’occasione per impegnarsi in modo diverso rispetto al Mart o al Museion: lo spazio espositivo diventa il bosco e, in alto, la malga.
Un modo insolito per dare voce alla Land Art, movimento poco conosciuto in Italia, nella sua accezione più estrema dal punto di vista dei materiali utilizzati: qui troviamo solo legno, anche solo rami, e pietra, sostenuti spesso da materiale di sostegno o di assemblaggio, ma per lo più incastrati e mantenuti nel modo più integrato con la natura possibile.
Un’esperienza formidabile che viene coronata da una splendida giornata di primavera. Si trovano opere con cui si può interagire nei modi più diversi, totem di varia concezione, spirali di diverse disposizioni, a tratti dei labirinti. Opere che senza segnalazione resterebbero nascoste, oserei dire mimetizzate nel bosco, a volte, altre che nel passaggio è impossibile non vedere in tutta la bellezza e maestosità.
L’esperienza ha un qualcosa di vicino al misticismo dei pellegrinaggi, è un percorso anche fisico oltre che contemplativo e la cosa può creare un’atmosfera diversa, intima. I grandi appassionati di Arte Sella suggeriscono di fare il percorso con le diverse stagioni per poter assaporare ancora meglio quello che è il senso di questa mostra, se in modo tanto riduttivo la vogliamo chiamare: è incredibile come la percezione delle opere possa cambiare in un contesto tanto mutevole come quello della natura. E non solo. È sorprendente come queste opere contengano il senso della vita, di un inizio e della fine, del loro tempo necessario per essere e basta, della distanza dalle gallerie, dai musei, dalle collezioni e da tutto quel tipo di artificio, è sorprendente come la percezione possa essere immediata anche per chi non conosce le bibbie del contemporaneo, per chi non è pilotato dalla conoscenza e dall’investimento economico ma ha il gusto dell’emozione, della spontaneità, della vita.
Arte Sella è un’esperienza anche perché questo divenire a cui si accennava, diventa una scansione vera e propria: troviamo ogni anno tra le tre e le cinque opere nuove, altre vengono smantellate o, come poco fa si diceva, finiscono di vivere e devono necessariamente essere rimosse.
E questo riconoscere, sorprendersi, ricordare, questo sentire il cambiamento è un’esperienza unica.

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5 Comments

  • Rispondi aprile 2, 2012

    fausto salvi

    Ogni tanto mi dico che ci devo andare assolutamente..un po’ come succede in questo momento. Per ora ancora non ci sono stato. Grazie per avermelo ricordato!

    • Rispondi aprile 2, 2012

      pieracristiani

      Esperienza sensazionale, davvero. E noi siamo molto vicini, oltretutto.

  • Rispondi aprile 3, 2012

    Enrico Ranzanici

    hai colto così bene l’anima di quei luoghi che mi pare quasi di esserci stato… o c’ero?

  • Rispondi aprile 4, 2012

    paola

    mi sembra una dimensione che si sposa bene con una vita da orsi… credo che passerò di lì 😉

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