The Abramovic Sensibility.

Non è semplice parlare dell’esperienza Marina Abramovic.

Per prima cosa siamo in Italia, un posto dove far cultura è un compito estremamente complicato perché sono tutti convinti che sia un fantastico passatempo, e non un lavoro. Questo fa sì che gran parte delle persone che si dedicano a questi ambiti abbiano un atteggiamento spesso da appassionati e non da professionisti e che lo stato non dedichi risorse necessarie per le strutture che della cultura si occupano.

Allo stesso tempo gli italiani sono un popolo di chiacchieroni e invidiosi, per cui facilmente un evento di grande richiamo, con un successo di pubblico lampante e che coinvolge una super star come Marina Abramovic è motivo di chiacchiere inutili.

The Abramovic Method è un percorso faticoso, intimo ed emozionante. Come ex attrice poso dire di aver trovato delle somiglianze con la recitazione, come attenta osservatrice dell’arte ho trovato un percorso antropologico che so per certo che questa artista approfondisce da anni.

Personalmente la cosa più faticosa è stata di sopportare di non essere in grado di svuotare la testa dai pensieri: questo sicuro il limite più grande. La società in cui viviamo, continuamente sottoposta a un ritmo di vita estenuante, la connessione a trecentosessanta gradi con telefoni, computer, tablet, non ci offrono più la possibilità di azzerare.

In una situazione di assenza di attività, la scelta di non pensare non è sufficiente e diventa uno sforzo così grande e irraggiungibile che si trasforma in frustrazione.

Poi la fine della performance, lo shock, la scrittura delle prime impressioni davanti a lei che ti consegna la tua certificazione guardandoti negli occhi, tu con un camice bianco tipo “ciao sono il tuo esperimento, gioca con me!” e il silenzio, l’incapacità di parlare.

Questa la mia esperienza.

Il resto in tutti gli altri articoli.

 

 

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5 Comments

  • Rispondi marzo 31, 2012

    pao

    Ho sempre adorato la Marina Abramovich e un po’ ti invidio per essere stata parte di un suo lavoro. La tua frustrazione mi ricorda la frustrazione che si può provare quando si tentano le pratiche del Qi Gong. La stessa performance può avere attinenze col Qi Gong?

    • Rispondi marzo 31, 2012

      pieracristiani

      Si assolutamente. Marina ha approfondito molto tutte le discipline meditative e c’è nel suo lavoro un profondo legame con esse. Grazie del rilievo!

      • Rispondi marzo 31, 2012

        pao

        Ops, nel cognome della Marina mi è scappata una h. Sorry.

  • Rispondi ottobre 29, 2013

    evelinemel

    Brava perche’ grazie al tuo blog ho scoperto questa artista di cui non conoscevo l’esistenza. Ho pure visto un documentario su sky che mi ha incuriosito. Sorprendente!

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